Rimonta dell’S&P 500: solo un rally ribassista?

L' ETF che segue l'S&P 500 e' rimbalzato del 30% dai minimi di marzo da COVID-19, ma rimane da stabilire se si tratti di una ripresa a lungo termine o solo un rally ribassista: due livelli tecnici ci aiuteranno a capirlo

Nasdaq S&P 500 Dow
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L’SPDR S&P 500 ETF Trust (ARCA: SPY) è risalito di oltre il 30% dai minimi di marzo. Ma, a quota 2.930, l’S&P 500 è ancora ben al di sotto del suo massimo storico di 3.393 punti, toccato a febbraio.

Le prossime settimane saranno cruciali per determinare se la recente forza del mercato sia un segnale del fatto che si sia effettivamente raggiunto il livello più basso dei prezzi della fase COVID-19, oppure se non si tratti di nient’altro che un rialzo da mercato ribassista, e che nuovi minimi si intravedano all’orizzonte.

Segnale preoccupante

Savita Subramanian, analista di Bank of America (BofA), ha recentemente affermato che l’analisi quantitativa svolta dalla banca statunitense suggerisce che l’S&P 500 stia vivendo un rally ribassista.

Subramanian ha dichiarato che i cosidetti “penny stocks” (ovvero le azioni di prezzo inferiore ad un dollaro) e le azioni distressed (ovvero, a rischio bancarotta) di minore qualità sono stati i titoli più performanti nelle fasi iniziali dei precedenti mercati rialzisti.

Al contrario, sia quest’anno che nei precedenti rialzi da mercato ribassista, questi titoli hanno rallentato, ha fatto notare l’analista.

La prestazione mediocre delle azioni a Basso Prezzo, cioè delle azioni a rischio default che si trovano sul fondo del mercato, suggerisce che dovremmo monitorare questo fattore per cercare segnali di conferma che questo sia un vero rally rialzista piuttosto che uno ribassista.

Da un punto di vista tecnico, ci sono due livelli chiave che i trader dovrebbero tenere d’occhio nel breve termine per determinare se l’S&P 500 si stia dirigendo verso nuovi massimi storici oppure stia per creare nuovi minimi per il 2020.

Livelli da monitorare

Il primo livello chiave è quello dei 3.000 punti. Oltre al fatto che si tratta di un livello psicologico fondamentale per i trader, è anche approssimativamente in linea con la media mobile semplice a 200 giorni dell’S&P 500.

Nonostante il recente balzo in avanti, l’indice azionario USA non è stato scambiato al di sopra di quella media mobile chiave dalla prima settimana di marzo.

Dan Russo, capo analista di Chaikin Analytics, ha dichiarato che uno sforamento della linea dei 3.000 punti sposterebbe il focus tecnico verso i massimi di inizio marzo.

Il secondo livello chiave è a quota 3.110 punti, ha detto Russo.

Se l’S&P 500 dovesse sforare la sua media mobile a 200 giorni, a circa 3.003 punti, questo aprirebbe la porta al livello dei 3.110 punti.

L’analista ha dichiarato che un discesa tecnica da uno di questi livelli non significherà necessariamente che siano in arrivo nuovi minimi del 2020.

Nella direzione discendente, una sforamento del minimo della scorsa settimana, vicino a quota 2.800 punti, porrebbe le condizioni per un movimento verso l’intervallo 2.575 – 2.650.

Il sentiment degli investitori su StockTwits si divide esattamente a metà riguardo a dove sia diretto l’S&P 500 prossimamente. Martedì, i commenti sulla piattaforma che menzionano l’ETF SPY erano rialzisti per il 50,2%.

Il punto di vista di Benzinga

Sfortunatamente, nemmeno uno sfondamento al di sopra dei 3.110 punti provvedera’ un segnale inequivocabile che un altro mercato rialzista di lungo termine sia saldamente in atto.

Il massimo storico raggiunto a febbraio, di 3.393 punti, alla fine servirà anche come un importante livello di resistenza tecnica, e un mancato superamento verso nuovi massimi potrebbe dar luogo a un doppio massimo ribassista.