ShareChat, round di finanziamento da $502 milioni

Anche Snapchat figura tra i sostenitori del finanziamento alla startup indiana

ShareChat, round di finanziamento da 2 milioni
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Snap Inc (NYSE:SNAP), società madre di Snapchat, e Twitter Inc (NYSE:TWTR) hanno partecipato a un round di finanziamento da 502 milioni di dollari per la piattaforma indiana di condivisione contenuti ShareChat, come dichiarato giovedì da quest’ultima.

Cosa è successo: la startup con sede a Bengaluru ha rivelato che Tiger Global Management LLC e Lightspeed Venture Partners hanno partecipato al round di finanziamento che ha valutato l’attività 2,1 miliardi di dollari – insieme a Snap e Twitter.

“Siamo a un punto di svolta significativo nel viaggio della nostra azienda: man mano che si infittisce sempre più la penetrazione di Internet in India, siamo ben posizionati per espandere il nostro ecosistema di prodotti a più di un miliardo di utenti attivi mensili complessivi”, ha affermato Ankush Sachdeva, amministratore delegato di ShareChat.

L’app ShareChat conta 160 milioni di utenti in India e la società sorella Moj ne ha 120 milioni.

Perché è importante: le app di social media come Facebook Inc (NASDAQ:FB), Instagram e Twitter hanno cercato di incrementare la loro presenza in India, un Paese da 1,3 miliardi di abitanti con una crescente concentrazione di Internet; le app autoctone come Sharechat e Moj, inoltre, stanno incontrando il favore degli utenti indiani a seguito delle recenti tensioni relative al confine con la Cina e al conseguente divieto di alternative simili come TikTok, app di proprietà di ByteDance.

Movimento dei prezzi: mercoledì le azioni di Twitter hanno chiuso in aumento di circa il 3% a 68,99 dollari e quelle di Snap in rialzo del 5,89% a 60,23 dollari.

Il punto di vista di Benzinga: le aziende di social media locali rappresentano un investimento redditizio, dato che anche i colossi internazionali come Facebook e Twitter hanno avuto problemi con le autorità di regolamentazione indiane; ShareChat, inoltre, cerca di attirare i parlanti delle lingue locali diverse dall’inglese, scommettendo su un mercato in gran parte non sfruttato.