I prossimi 12 mesi possono cambiare l’Europa, Draghi sta scrivendo l’agenda

2' di lettura

Mentre Draghi sta scrivendo l’elenco delle riforme, dal lavoro al superamento del patto di stabilità, la Germania si prepara al dopo Merkel. Possibile triangolo virtuoso tra Parigi, Berlino e Bruxelles

Nei prossimi 12 mesi si snoda una lunga stagione elettorale che potrebbe restituirci un’Europa abbastanza, se non molto diversa da quella che conosciamo dalla crisi del debito di 10 anni fa. Il piatto forte sono ovviamente le elezioni tedesche del 26 settembre, con la stra-annunciata uscita di scena di Angela Merkel e il possibile arrivo del primo esponente dei Verdi alla guida del governo di Berlino nella persona di Annalena Baerbock. Tra gli appuntamenti più importanti spiccano le elezioni del presidente della Repubblica italiano a febbraio, con molti che prevedono, forse sbagliando, un passaggio di testimone tra Sergio Mattarella e l’attuale premier Mario Draghi. Poi a metà aprile la Francia vota per confermare o meno Emmanuel Macron, anche se per ora non sono usciti allo scoperto sfidanti a parte la solita Marine Le Pen, con possibile secondo turno nella prima metà di maggio. Sempre a maggio del 2022 scade anche il mandato del belga Charles Michel alla presidenza del Consiglio d’Europa, diventato una celebrità negativa globale per la gaffe del sofà, quando ha lasciato sullo strapuntino la presidente della Commissione Ursula von der Leyen nell’incontro con il ‘dittatore’ (copyright by Mario Draghi) turco Erdogan.

L’AGENDA PIÙ IMPEGNATIVA DALL’89

L’agenda dell’Europa post-Merkel è forse la più impegnativa dalla caduta del Muro di Berlino e del successivo Trattato di Maastricht chiuso tre anni dopo, nella convinzione errata che la moneta unica avrebbe funzionato come una specie di ‘camicia di forza’ per contenere la potenza economica della Germania unificata e l’egemonia del marco tedesco. Dal 2022 in poi infatti l’Unione Europea dovrà gestire l’uscita dall’emergenza economica e monetaria post pandemia senza mettere indietro le lancette della storia al vecchio Patto di Stabilità, in un percorso di riforme che dovrà comprendere il completamento dell’unione bancaria e del mercato dei capitali, la riforma del mercato del lavoro, una riforma fiscale, e anche la creazione di qualcosa che somigli a un ministero unico del Tesoro, visto che l’emissione di debito europeo è già una realtà con la Next Generation EU…

Continua la lettura

Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.

Nessun Articolo da visualizzare