La crisi della Silicon Valley Bank non resterà senza conseguenze sul credito USA

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Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset e Marco Piersimoni, Senior Investment Manager, di Pictet AM, prevedono una stretta regolatoria e creditizia e un aumento delle fusioni. Minore l’impatto sull’Europa

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Anche se essenzialmente sotto controllo, la crisi innescata dalla Silicon Valley Bank avrà una serie di conseguenze sul sistema bancario americano, inducendo a una maggior regolamentazione, un aumento della tassazione, stress test ancora più stringenti con possibili minori ritorni per gli azionisti, una stretta creditizia e l’aumento delle perdite da crediti, pressione sui margini di interesse per il più alto costo della raccolta, e infine minor redditività e un maggior costo del capitale. Sono le conclusioni di un’analisi di Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset, e Marco Piersimoni, Senior Investment Manager, di Pictet Asset Management, che si aspettano soprattutto negli USA un aumento delle fusioni bancarie, specie delle banche regionali, il cui business model è a rischio sostenibilità.

NON È UN NUOVO 2008

I due esperti di Pictet AM osservano che i dati mostrano una crescita negativa del nuovo credito USA nell’ultimo trimestre del -37,2% e ritengono che non siamo ancora a un credit crunch, ma più probabilmente solamente a una stretta in settori specifici, come quello l’immobiliare commerciale. Non è un nuovo 2008, il rapporto loan to value è nettamente più basso, ma un’altra area da tenere sotto controllo è il credito commerciale non Investment Grade cresciuta molto negli ultimi anni con tassi di default bassissimi, spingendo le banche ad aumentare l’esposizione…

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Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.