Ripple ha stretto una partnership con la banca digitale degli Emirati Arabi Uniti, Zand, per lo sviluppo di soluzioni basate su stablecoin. L’annuncio, tuttavia, non ha generato benefici per XRP (XRP), che registra una flessione del 2% nella giornata odierna.
La partnership negli Emirati Arabi Uniti
Zand e Ripple collaboreranno a diverse iniziative, secondo quanto riportato in un comunicato stampa diffuso martedì.
L’accordo prevede il supporto per RLUSD (RLUSD), la stablecoin di Ripple, all’interno dei servizi regolamentati di custodia di asset digitali di Zand, oltre a soluzioni di liquidità diretta tra RLUSD e AEDZ, la stablecoin ancorata al dirham (AED) emessa da Zand.
Inoltre, AEDZ sarà emessa sul registro XRP Ledger (XRPL), integrando controlli di conformità e gestione del rischio.
AEDZ rappresenta la prima stablecoin regolamentata degli Emirati Arabi Uniti ancorata al dirham su blockchain pubbliche, garantita con un rapporto uno a uno da riserve in AED depositate in conti segregati.
RLUSD è invece garantita da depositi in dollari statunitensi, titoli di Stato a breve termine ed equivalenti di cassa, con audit trimestrali a certificarne la trasparenza.
L’operazione si inserisce nella strategia nazionale per l’economia digitale degli Emirati Arabi Uniti, che mira a raddoppiare il contributo del settore digitale al PIL non petrolifero entro il 2032.
Alcune proiezioni indicano che il mercato globale delle stablecoin potrebbe raggiungere i 4.000 miliardi di dollari nei prossimi anni.
L’amministratore delegato di Zand, Michael Chan, ha definito la partnership “un significativo passo avanti” in grado di “rivoluzionare il modo in cui governi e imprese interagiscono con le soluzioni blockchain negli Emirati Arabi Uniti”.
Perché XRP è comunque in calo

Nonostante la notizia della collaborazione, XRP ha perso il 2% nelle ultime 24 ore.
Il token rimane intrappolato in un trend ribassista, con tutte le principali medie mobili posizionate al di sopra del prezzo attuale, creando barriere di resistenza a 1,62, 1,81, 2 e 2,19 dollari.
Ad aggravare la pressione è la recente rottura al ribasso della zona di supporto tra 1,6 e 1,8 dollari, seguita dal cedimento del livello a 1,4 dollari. La linea di tendenza discendente che parte dal picco di 3,6 dollari continua a limitare ogni tentativo di ripresa.
Inoltre, l’RSI a 34,35 si avvicina alla zona di ipervenduto, ma suggerisce ancora margini di ribasso prima di un eventuale rimbalzo.
Il supporto principale si attesta tra 1,2 e 1,3 dollari; se questo livello dovesse cedere, la soglia psicologica di 1 dollaro rappresenterebbe il successivo pavimento strutturale.
Cosa significa per gli investitori
La partnership amplia la presenza di Ripple negli Emirati Arabi Uniti e collega RLUSD a una stablecoin locale regolamentata.
Tuttavia, l’accordo si focalizza sull’infrastruttura delle stablecoin piuttosto che sull’utilità diretta di XRP.
Questo spiega la divergenza nel prezzo: gli investitori percepiscono il business delle stablecoin di Ripple come un’entità distinta dal valore di XRP.
Per segnalare una stabilizzazione, il token dovrebbe recuperare quota 1,6 dollari con volumi di scambio consistenti.
Per i trader, il monitoraggio della zona tra 1,2 e 1,3 dollari è fondamentale. Una rottura al di sotto di tale area aprirebbe la strada verso il dollaro. La notizia della partnership, di fatto, non ha alterato la configurazione tecnica ribassista.
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