XRP (XRP) rimane al di sotto della soglia dei 2 dollari dalla metà di gennaio, ma l’incremento dell’attività di rete e gli afflussi istituzionali stanno alimentando le speculazioni su un potenziale rimbalzo nel secondo trimestre.
Il picco di attività di XRP
L’exchange di criptovalute Bitrue, con sede a Singapore, ha segnalato un forte aumento dell’attività su XRP, con volumi di acquisto spot balzati del 212% e ordini di acquisto che superano quelli di vendita con un rapporto di oltre due a uno.
L’impennata coincide con la continua fase di accumulo istituzionale seguita al lancio degli ETF su XRP. L’asset ha attirato 1,1 miliardi di dollari in attività nette, registrando afflussi settimanali costanti e solo cinque giorni di deflussi nel periodo preso in esame.
Bitrue ha affermato che la combinazione tra domanda retail e istituzionale potrebbe generare una pressione sull’offerta nel secondo trimestre, posizionando potenzialmente XRP in una condizione di sovraperformance rispetto alle altcoin concorrenti.
L’exchange, sostenitore della prima ora di XRP sin dal 2018, intende inoltre ampliare il proprio ruolo di hub di liquidità all’interno dell’ecosistema XRP Ledger, aumentando il supporto per asset come RLUSD e rafforzando l’uso di XRP come coppia di trading di base.
Il dibattito sul controllo della rete
Parallelamente, il CTO di Ripple, David Schwartz, è intervenuto sui social media per rispondere a nuovi interrogativi circa la possibilità che le transazioni in XRP possano essere bloccate o controllate centralmente.
Schwartz ha dichiarato che l’XRP Ledger non consente a nessuna singola parte, inclusa Ripple, di interrompere transazioni valide.
Ha spiegato che una transazione fallirebbe solo qualora gli utenti ne alterassero le condizioni di validità, rendendola invalida secondo le regole di consenso della rete.
Secondo Schwartz, non esiste alcun meccanismo che permetta a Ripple o a qualsiasi altra entità di congelare portafogli o bloccare transazioni conformi all’interno del framework dell’XRP Ledger.
Le sue considerazioni seguono le critiche di Justin Bons, fondatore di Cyber Capital, il quale ha sostenuto che la struttura della “Unique Node List” di Ripple potrebbe teoricamente consentire un’influenza istituzionale sulla rete.
Mentre XRP oscilla al di sotto di livelli psicologici chiave, i trader valutano l’aumento dell’attività e i flussi istituzionali a fronte dei dibattiti in corso su decentralizzazione e governance.
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