Il Bitcoin (BTC) si sta trasformando sempre più in uno strumento cruciale per la geopolitica globale e i mercati finanziari, in seguito alle indiscrezioni secondo cui l’Iran avrebbe proposto, nel quadro di un accordo di cessate il fuoco, una tassa di transito di un dollaro al barile pagabile potenzialmente in BTC.
Il BTC come asset digitale, decentralizzato e sovranazionale
Anthony Pompliano, nell’episodio del suo podcast trasmesso giovedì, ha affermato che il Bitcoin sta dimostrando un “reale adattamento al mercato” (product-market fit), citando il crescente interesse sia dalla finanza tradizionale che dagli attori geopolitici.
Egli ha indicato il lancio di un fondo indicizzato (ETF) su Bitcoin a basse commissioni da parte di Morgan Stanley come prova dell’accelerazione nell’adozione istituzionale.
Pompliano ha inoltre fatto riferimento ai rapporti secondo cui l’Iran avrebbe esplorato un meccanismo legato alla tregua che prevede una tassa di transito potenzialmente regolata in Bitcoin.
L’analista ha descritto tale scenario come un segnale della neutralità del Bitcoin e della sua utilità in contesti in cui le nazioni non possono fare affidamento sui sistemi fiat tradizionali a causa di sanzioni o mancanza di fiducia reciproca.
Tuttavia, le indiscrezioni riguardanti l’Iran rimangono non confermate e alcuni analisti ne hanno messo in dubbio l’accuratezza, suggerendo che potrebbero essere frutto di speculazioni narrative.
Ciononostante, Pompliano ha sostenuto che l’importanza risieda nella percezione diffusa secondo cui il Bitcoin è sempre più rilevante negli equilibri finanziari e geopolitici mondiali.
“Le criptovalute sono destinate a restare”
Pompliano ha sottolineato come le criptovalute siano ormai integrate nel sistema finanziario, osservando che vengono ampiamente utilizzate sia da attori legittimi che da reti criminali, diventando così un obiettivo prioritario per le agenzie di intelligence e di contrasto.
Ha ricordato una sua intervista dello scorso anno con Michael Ellis, vicedirettore della CIA, il quale aveva dichiarato: “Il Bitcoin è qui per restare. Le criptovalute sono qui per restare”.
Pompliano ha concluso definendo il Bitcoin un “asset digitale, decentralizzato e sovranazionale” con un appeal in costante espansione tra diverse classi di investitori.
Egli prevede che i prossimi 15 anni vedranno un’adozione ancora maggiore, mentre il Bitcoin continuerà a evolversi sia all’interno della finanza istituzionale che nei sistemi economici globali.
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