Cathie Wood, CEO di Ark Invest, prevede che il Presidente Donald Trump inizierà ad acquistare Bitcoin (BTC) per la riserva strategica prima delle elezioni di metà mandato del 2026, al fine di mantenere il momentum politico e il sostegno degli elettori del settore crypto.
Trump non vuole essere un’”anatra zoppa”
In un’intervista pubblicata giovedì, Wood ha identificato tre motivazioni chiave che spingerebbero Trump verso l’acquisto per la riserva strategica.
In primo luogo, egli vuole evitare di diventare un presidente “anatra zoppa” (lame duck) nei suoi ultimi due anni di mandato. I presidenti che perdono le elezioni di metà mandato solitamente perdono la capacità di far approvare leggi e di portare avanti la propria agenda.
In secondo luogo, la famiglia di Trump possiede investimenti significativi in Bitcoin e asset crittografici.
Diversi veicoli di investimento in asset digitali hanno registrato performance deludenti nel 2025, creando una pressione per sostenere il mercato attraverso l’azione governativa.
In terzo luogo, la comunità crypto ha giocato un ruolo decisivo nella vittoria elettorale di Trump nel 2024.
Mantenere tale sostegno richiede il rispetto delle promesse elettorali, inclusa la creazione di una riserva strategica di Bitcoin e l’approvazione dell’esenzione fiscale de minimis, che consentirebbe piccole transazioni in Bitcoin senza tasse sulle plusvalenze (capital gains).
Wood si aspetta che Trump collabori con il suo “zar” per le criptovalute e l’IA per promuovere entrambe le iniziative.
Il piano originale prevedeva il possesso di un milione di Bitcoin, ma l’attuale riserva detiene solo asset sequestrati in procedimenti penali.
La crescita del PIL crea spazio di bilancio per gli acquisti
L’amministrazione deve affrontare un vincolo principale: lo zar della Casa Bianca per l’IA e le criptovalute, David Sacks, ha dichiarato che gli acquisti di Bitcoin devono essere neutrali per il bilancio, ovvero non possono aumentare il deficit.
Wood ritiene che l’amministrazione troverà delle scappatoie grazie a una crescita economica superiore alle attese.
La “One Big Beautiful Bill” ha abbassato l’aliquota fiscale effettiva sulle società negli Stati Uniti al 10%, la più bassa nel mondo sviluppato. Il disegno di legge include anche l’ammortamento al 100% nel primo anno per gli impianti di produzione i cui lavori inizieranno entro la fine del 2028.
Queste modifiche fiscali dovrebbero trainare una crescita significativa del PIL, che aumenterebbe le entrate fiscali e creerebbe lo spazio fiscale per gli acquisti di Bitcoin senza violare tecnicamente la neutralità di bilancio.
Wood prevede che l’amministrazione utilizzerà questa flessibilità per giustificare l’acquisto della riserva strategica.
L’acquisto da parte degli Stati Uniti potrebbe innescare una corsa globale
Wood ha affermato che l’acquisto da parte del governo statunitense costringerebbe gli altri Paesi a riconsiderare le proprie strategie di riserva, innescando potenzialmente l’ondata di adozione sovrana che Ark anticipa da anni.
La mossa segnalerebbe che le nazioni non hanno più bisogno di rimanere interamente dipendenti dal dollaro.
Questo spostamento potrebbe creare turbolenze per le valute dei mercati emergenti man mano che i governi riallocano le riserve.
L’analista ritiene che il sistema monetario globale finirà per consolidarsi attorno a due valute: il dollaro (sostenuto dalle stablecoin) e il Bitcoin.
Wood resta ottimista nonostante la volatilità del 2025
La domanda fondamentale è se il ciclo quadriennale sia ancora valido e se quota 80.000 dollari abbia rappresentato il minimo.
Wood ha dichiarato che superare questo ciclo con un calo del 30% o più, invece del 50-70%, sarebbe una vittoria e risulterebbe coerente con la diminuzione della volatilità del Bitcoin nel tempo.
Una minore volatilità rende il Bitcoin più attraente per i gestori istituzionali e per le tesorerie governative.
Wood ha inoltre osservato che le stablecoin hanno preso il posto di alcuni casi d’uso nei pagamenti che Ark originariamente si aspettava venissero coperti dal Bitcoin, in particolare nei mercati emergenti.
Tuttavia, la solida performance dell’oro nel 2025 rafforza il ruolo del Bitcoin come oro digitale e compensa ampiamente la concorrenza delle stablecoin.
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