Il Bitcoin (BTC) è sceso al di sotto della soglia psicologica dei 90.000 dollari, segnando una rottura dal suo intervallo di consolidamento che indica una maggiore pressione sulle posizioni con leva finanziaria.
Cosa è successo
In un recente podcast, il noto analista Trader Mayne ha descritto la rottura dal vertice del triangolo come uno sviluppo decisivo a breve termine.
Sebbene la narrativa più ampia del “Santa Rally” rimanga intatta su intervalli di tempo più lunghi, ha avvertito che il percorso a breve termine potrebbe comportare un ulteriore ribasso a causa dell’eliminazione della leva finanziaria.
Secondo Mayne, il mercato sta punendo attivamente l’eccessiva assunzione di rischi.
La rottura a 87.000 dollari ha eliminato il primo importante supporto, ma sono ancora in gioco ulteriori obiettivi al ribasso.
Ethereum (ETH), tuttavia, continua a mostrare una forza relativa.
ETH sta mantenendo le zone di domanda mensili chiave, mentre la coppia ETH/BTC tende al rialzo. Mayne ha riconosciuto il prossimo aggiornamento “Fusaka” come un potenziale catalizzatore narrativo, ma ha sottolineato che gli aspetti tecnici sono più importanti dei titoli dei giornali.
“Se rimbalziamo qui, tutti daranno merito all’aggiornamento”, ha affermato. “In realtà, il prezzo era semplicemente pronto a toccare il fondo”.
Cosa può succedere ora?
Mayne ritiene che ci sia un’alta probabilità che il Bitcoin raggiunga i minimi di 80.000 dollari se le azioni statunitensi si indeboliranno ulteriormente, sottolineando che un calo del 2-3% dell’S&P 500 potrebbe spingere gli asset rischiosi nelle zone di domanda.
Per ora, il trend ribassista su un time-frame più lungo rimane in controllo.
Fino a quando il Bitcoin non romperà la sua resistenza diagonale e riconquisterà i livelli chiave, i ribassisti manterranno il vantaggio.
Mayne consiglia pazienza piuttosto che aggressività: attendere un’ondata di liquidità vicino agli 80.000 dollari o una rottura confermata prima di posizionarsi.
Si profilano anche rischi macroeconomici.
La decisione politica della Banca del Giappone di questa settimana potrebbe innescare una nuova liquidazione del carry trade sullo yen se i tassi venissero aumentati, aggiungendo pressione agli asset di rischio globali proprio mentre vengono pubblicati i dati sull’occupazione non agricola negli Stati Uniti.
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