I prezzi di Bitcoin (BTC) e Ethereum (ETH) sono rimasti sostanzialmente invariati nel mese di dicembre, nonostante un silenzioso incremento dell’attività nei derivati e dell’esposizione alla leva finanziaria.
Cosa è successo
Secondo i dati forniti dalla piattaforma on-chain CryptoQuant, i trader non hanno ceduto alla capitolazione nonostante il calo dei volumi e l’elevato clima di incertezza; al contrario, hanno aumentato il ricorso alla leva finanziaria.
L’open interest combinato dei futures su Bitcoin ed Ethereum è cresciuto di circa il 7% nel corso di dicembre — un incremento compreso tra i 2 e i 3 miliardi di dollari — mentre il prezzo di BTC oscillava intorno agli 88.000 dollari e l’indice Fear & Greed scendeva a quota 27.
Solo nell’ultima settimana, sono entrati nel mercato ulteriori 450 milioni di dollari in posizioni a leva, segnale che gli operatori si stanno posizionando per un rimbalzo piuttosto che optare per una riduzione del rischio (de-risking).
I tassi di finanziamento (funding rates) sono rimasti positivi e non si è verificata una liquidazione forzata della leva; contemporaneamente, i principali exchange hanno mostrato una fase di accumulo continuo. Tali condizioni, solitamente, non coincidono con la formazione di un minimo definitivo di mercato.
Parallelamente, si è osservata una divergenza nel comportamento delle cosiddette “balene” (whale).
I grandi detentori hanno ridotto la propria esposizione, suggerendo che gli investitori professionali abbiano fatto un passo indietro, mentre i trader retail hanno incrementato la leva finanziaria.
Questo scenario indica una forte convinzione da parte del mercato che tuttavia non trova ancora conferma nei fondamentali, delineando un contesto che non ha ancora raggiunto la piena capitolazione.
Perché è importante
CryptoQuant ha inoltre evidenziato una netta flessione degli afflussi (inflow) di Bitcoin da parte delle whale verso Binance, passati dai circa 7,88 miliardi di dollari di dicembre ai 3,86 miliardi attuali (un calo del 50% circa).
Tale rallentamento suggerisce una minore pressione di vendita nel breve termine, rappresentando un segnale costruttivo per la stabilità dei prezzi.
Tuttavia, persistono sporadici afflussi di grandi dimensioni. Tra i picchi più significativi si segnalano 466 milioni di dollari provenienti da portafogli che detengono tra 100 e 10.000 BTC, e oltre 435 milioni dalla coorte tra 1.000 e 10.000 BTC. Ciò sottolinea come le whale mantengano intatta la capacità di innescare improvvisi picchi di volatilità.
In sintesi, sebbene la pressione di vendita dei grandi detentori si sia attenuata, la leva finanziaria rimane elevata e il sentiment fragile. Il mercato resta pertanto vulnerabile a bruschi movimenti in entrambe le direzioni.
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