Sabato scorso, Robert Kiyosaki ha dichiarato di aver acquistato un altro Bitcoin (BTC) per 67.000 dollari, nonostante abbia descritto la criptovaluta come in fase di “crollo”. L’operazione è stata presentata come una scommessa contro un potenziale cedimento del dollaro statunitense e in vista di un imminente traguardo nell’offerta di Bitcoin. Tale mossa è coerente con la sua storica strategia di ignorare la volatilità del comparto per accumulare posizioni in Bitcoin, Ethereum (ETH) e asset reali, come protezione da quella che definisce una dinamica del debito pubblico USA in costante peggioramento.
In un post su X, l’autore ha collegato l’acquisto a due catalizzatori: la convinzione che uno scivolamento del dollaro indotto dal debito possa innescare una massiccia immissione di liquidità e la constatazione che la rete si stia avvicinando all’estrazione del “ventunomilionesimo Bitcoin”.
Nello stesso post, Kiyosaki ha sostenuto che a una crisi del dollaro seguirebbe un’ondata di emissione di nuova valuta, definendo la Federal Reserve “la Fed marxista” e descrivendo la futura creazione di moneta come “dollari falsi”.
Although Bitcoin is crashing I bought one more whole Bitcoin
for $67k.Why?
Two reasons:
# 1: Because the Big Print will begin when the US debt crashes the dollar and “The Marxist Fed” begins printing trillions in fake dollars.
#2: The magical 21 millionth Bitcoin is…
— Robert Kiyosaki (@theRealKiyosaki) February 20, 2026
La scommessa di Kiyosaki sul Bitcoin tra il caos dei mercati
Oltre al Bitcoin, Kiyosaki ha affermato di continuare ad acquistare Ethereum, precisando di non legare le proprie decisioni ai movimenti di prezzo giornalieri di nessuno dei due token.
Tale approccio si affianca alla sua generale sfiducia verso i garanti della finanza e della politica tradizionale, incluse la Federal Reserve e il Tesoro degli Stati Uniti, istituzioni che ha criticato in quanto guidate da persone che, a suo avviso, non comprendono i meccanismi della moneta e dell’economia.
Kiyosaki ha inoltre indicato l’oro e l’argento fisico come asset core, sostenendo che i metalli preziosi vantino una lunga storia come moneta e posizionando il Bitcoin come controparte digitale di tali riserve di valore.
Accumulo di asset durante le turbolenze economiche
L’attuale strategia di investimento di Kiyosaki riflette una tendenza più ampia tra gli investitori alla ricerca di alternative agli asset tradizionali. Lo scorso anno, egli aveva previsto che il Bitcoin potesse balzare a 250.000 dollari entro il 2026, fissando al contempo target di 27.000 dollari per l’oro e 100 dollari per l’argento, a dimostrazione della sua fiducia nel valore a lungo termine di questi beni in un contesto di incertezza economica.
Questa prospettiva converge con le sue critiche verso istituzioni come la Federal Reserve, accusata di minare la vera ricchezza attraverso la creazione di “dollari falsi”. L’approccio di Kiyosaki, basato sull’accumulo di asset durante i periodi di paura del mercato, non solo sottolinea la sua convinzione nel loro potenziale, ma funge anche da monito per gli investitori che navigano in scenari volatili.
Il target di 1 milione di dollari per Bitcoin è realistico?
In precedenti commenti, Kiyosaki ha dichiarato di aspettarsi che il Bitcoin (CRYPTO: BTC) raggiunga il milione di dollari, delineando un orizzonte temporale che va dai prossimi anni fino a un decennio.
Egli ha collegato tale outlook rialzista alla tesi secondo cui il debito nazionale statunitense è in ascesa e il potere d’acquisto del dollaro in erosione, vedendo in ciò una ragione valida per continuare a incrementare le posizioni in asset alternativi.
Nel post di sabato, come riportato su X, Kiyosaki ha inoltre affermato che il Bitcoin supererà l’oro una volta che la rete avrà raggiunto il limite dei 21 milioni di monete, legando la sua tesi direttamente alla natura limitata dell’offerta di Bitcoin.
Perché la scarsità è la chiave per il futuro del Bitcoin
Kiyosaki ha presentato l’imminente raggiungimento del limite di 21 milioni come un punto di flesso fondamentale, suggerendo che la scarsità sia la caratteristica in grado di elevare l’attrattiva del Bitcoin rispetto alle coperture tradizionali.
La struttura del suo portafoglio combina ripetutamente asset scarsi — Bitcoin ed Ethereum sul fronte digitale, oro e argento in forma fisica — attorno a un’unica preoccupazione macroeconomica: l’instabilità legata al debito degli Stati Uniti e alle istituzioni che gestiscono la valuta.
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