Domenica scorsa, Anthony Scaramucci ha dichiarato di ritenere che i mercati siano scivolati in una “fase orso”, sostenendo che il vero tema risieda nella durata del fenomeno piuttosto che nella sua effettiva esistenza. L’esperto ha inoltre esortato gli investitori a continuare ad accumulare posizioni in Bitcoin (BTC), una linea che riflette il messaggio “accumulare, non speculare” coerente con il suo storico ruolo di promotore di alto profilo nel settore cripto.
In un post su X, Scaramucci ha descritto i mercati ribassisti come periodi che persistono finché i partecipanti non esauriscono le energie, e non come momenti che terminano semplicemente al picco della paura. Ha inoltre osservato che, quando il pessimismo diventa il sentimento dominante, gli investitori si ritrovano spesso posizionati in modo troppo leggero per intercettare un’eventuale inversione di tendenza.
Nel suo intervento, Scaramucci ha interpretato l’andamento del Bitcoin come un indizio rivelatore: a suo avviso, se il movimento fosse dettato principalmente dall’ansia per l’indebolimento del potere d’acquisto, il Bitcoin starebbe correndo verso l’alto. Al contrario, ha evidenziato una spaccatura tra i “nuovi capitali” che affluiscono nelle criptovalute e i gestori patrimoniali di vecchia data che, secondo la sua analisi, preferiscono orientarsi verso l’oro e l’argento.
Gli investitori stanno trascurando segnali chiave nelle criptovalute?
Scaramucci ha sostenuto che le fasi orso terminano quando la negatività raggiunge i livelli più estremi, operando però una distinzione netta su ciò che sancisce la fine di un ciclo. Secondo il manager, i ribassi non si interrompono solitamente perché scompare la paura, ma perché i partecipanti arrivano allo sfinimento.
Facendo leva sulla propria esperienza, ha ricordato di aver attraversato nove mercati orso e di aver osservato come il sentiment tenda spesso a superare i fondamentali. In tale contesto, ha suggerito che le voci più pessimiste possono coincidere con una fase in cui gli investitori sono sotto-allocati piuttosto che eccessivamente esposti.
Le sue precedenti previsioni su Bitcoin aggiungono un ulteriore livello di lettura a questi commenti. Scaramucci aveva mantenuto un target di 150.000 dollari per la fine dello scorso anno fino a settembre, ammettendo in seguito di aver fallito la previsione per non aver considerato quelle che ha definito vendite “massicce” da parte delle “balene” (i grandi detentori) di Bitcoin.
Ottimismo su Bitcoin alimentato dalle potenziali riforme normative
In precedenti dichiarazioni, Scaramucci ha espresso fiducia nel fatto che un cambio di rotta nella politica statunitense sulle criptovalute possa spingere il Bitcoin verso i 150.000 dollari, specialmente se verranno risolte le criticità normative. Ha indicato che un ambiente meno politicizzato potrebbe favorire la crescita della finanza decentralizzata e dei settori basati sulla blockchain.
Questo scenario di potenziale riforma normativa conferisce peso all’analisi di Scaramucci sulle attuali condizioni di mercato, rafforzando la sua convinzione che un mutamento nel sentiment e nell’allocazione degli investitori possa essere guidato da tali sviluppi mentre navigano l’attuale fase ribassista.
Le strade divergenti tra asset tradizionali e digitali
Nel post, Scaramucci ha collegato il ribasso delle criptovalute a un passaggio di consegne demografico, sostenendo che i grandi bacini di capitale istituzionale si muovano più lentamente e preferiscano, per ora, i metalli preziosi agli asset digitali. Ciò relega il Bitcoin, nella sua visione, a un trade per un mercato più giovane, ancora impegnato a gestire le fasi di adozione e posizionamento.
Oltre alla moneta stessa, l’effetto di trascinamento è stato evidente nei titoli azionari correlati al Bitcoin, tra cui Strategy, poiché l’ondata di vendite ha colpito sia i prezzi spot che gli strumenti a leva. Separatamente, i ranking azionari di Benzinga Edge hanno segnalato trend deboli per MSTR su orizzonti temporali di breve, medio e lungo termine, unitamente a un punteggio di valore deludente.
Scaramucci utilizza da anni le proprie piattaforme pubbliche per sostenere la narrativa del Bitcoin, arrivando a pubblicare “The Little Book of Bitcoin”. Tale visibilità può amplificare l’impatto della sua analisi sull’”esaurimento” dei venditori tra gli investitori retail, che cercano indicazioni da figure pubbliche durante i cicli di ribasso prolungati.
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Foto: Shutterstock/ Al Teich
