Martedì, il Presidente Trump ha criticato le principali banche per quelli che ha definito tentativi di ostacolare la legislazione sulle criptovalute, sollecitando la rapida approvazione delle riforme strutturali del mercato e del Clarity Act.
Il GENIUS Act sotto pressione
In un post su Truth Social, Trump ha affermato che gli istituti bancari starebbero cercando di indebolire il GENIUS Act e di ritardare una regolamentazione più ampia del settore, considerata cruciale per mantenere l’innovazione negli Stati Uniti ed evitare che si sposti all’estero, verso paesi come la Cina.
Presentando la legislazione come parte di una strategia di più ampio respiro, Trump ha descritto il GENIUS Act come la prima pietra miliare per rendere gli Stati Uniti la “capitale mondiale delle criptovalute”, indicando nel Clarity Act la fase successiva essenziale per mettere in sicurezza l’industria a livello nazionale.
Il Presidente ha inoltre criticato le banche per aver registrato profitti record pur opponendosi alle riforme pro-cripto, esortandole a collaborare nell’interesse dei cittadini americani.
Brad Garlinghouse, CEO di Ripple (XRP), ha commentato le dichiarazioni di Trump definendole un “messaggio estremamente mirato” rivolto ai detrattori del Clarity Act.
Garlinghouse ha espresso il proprio sostegno alla normativa, affermando che essa coincide con i migliori interessi del pubblico americano.
Il dibattito: Stablecoin contro depositi bancari
Il Clarity Act è stato approvato dalla Camera nel 2025, ma resta bloccato al Senato a causa di bozze di commissione contrastanti non ancora armonizzate. L’opposizione di Coinbase Global ha aggiunto un ulteriore livello di complessità al percorso legislativo.
Le banche si sono opposte in particolare alle disposizioni che consentirebbero alle società di criptovalute di offrire rendimenti sulle stablecoin, sostenendo che ciò potrebbe innescare una fuga di depositi dagli istituti tradizionali.
Jamie Dimon, CEO di JPMorgan Chase, ha dichiarato che le stablecoin che pagano interessi dovrebbero essere regolamentate come le banche, sostenendo che l’offerta di rendimento sulle giacenze dei clienti le rende funzionalmente simili agli istituti di deposito.
Tuttavia, Patrick Witt ha ribattuto che la regolamentazione dovrebbe dipendere dal fatto che gli emittenti prestino o effettuino la ri-ipoteca delle riserve, e non semplicemente dal pagamento di un rendimento.
Witt ha sottolineato che il GENIUS Act proibisce tali pratiche, sostenendo che le stablecoin con riserve integrali siano fondamentalmente diverse dai tradizionali depositi bancari.
Con l’intensificarsi del dibattito, l’esito del Clarity Act potrebbe plasmare in modo significativo il futuro della regolamentazione delle criptovalute negli Stati Uniti.
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