Dal giorno dell’annuncio dei dazi da parte del presidente Trump, i listini dei Paesi in via di sviluppo hanno fatto meglio rispetto agli indici FTSE 100, FTSE World, S&P 500, Dow Jones e DAX
Le previsioni secondo cui i dazi americani avrebbero influito negativamente sul clima di fiducia, soprattutto dei paesi in via di sviluppo, è stata nettamente smentita. Dal 2 aprile 2025, giorno dell’annuncio dei dazi del “Liberation Day” da parte del presidente Trump, al 27 marzo 2026, l’indice MSCI Emerging Markets ha registrato una performance in USD migliore rispetto agli indici FTSE 100, FTSE World, S&P 500, Dow Jones e DAX.
L’ANALISI DI ABERDEEN INVESTMENTS
E’ quanto emerge da un’analisi di Aberdeen Investments che ha confrontato l’andamento dei sei principali mercati globali tra la chiusura del mercato del 2 aprile 2025 e il 27 marzo 2026. Un periodo di un anno in cui, nonostante la forte interconnessione tra mercati e geopolitica, l’indice MSCI Emerging Markets guida questa speciale classifica con un rialzo del 29,3% (in USD), davanti al FTSE 100 (18,7%), al FTSE World (17%), all’S&P 500 (12,3%), al Dow Jones (6,9%) e al DAX (5,7%). Un anno caratterizzato da una quantità straordinaria di rumore, incertezza e preoccupazioni ma che, numeri alla mano, dimostra anche come non sempre i titoli di cronaca riflettono i risultati effettivi. Un lezione preziosa per gli investitori chiamati a evitare di fare scelte sull’onda dell’emotività del momento…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.
