Nell’azionario è ora opportuno diversificare operando scelte più selettive e puntare su segmenti su cui si hanno forti convinzioni di lungo termine su valutazioni, utili e outlook economico
Nei prossimi mesi la politica fiscale dovrebbe svolgere un ruolo decisivo, soprattutto negli Stati Uniti, in Germania e in Giappone, mentre le politiche monetarie dovrebbero essere di supporto alla crescita. Le decisioni politiche, invece, dovrebbero essere influenzate dai consumi, dal mercato del lavoro e dall’inflazione. I mercati, infine, seguiranno con maggiore attenzione gli investimenti collegati all’IA mentre l’eccezionalismo statunitense potrebbe continuare ad essere messo in discussione. Sono alcune delle principali considerazioni formulate da Monica Defend (Head of Amundi Investment Institute), Vincent Mortier (Group CIO, Amundi) e Philippe d’Orgeval (Deputy Group CIO, Amundi) nel Global Investment Views di gennaio 2026.
CRESCITA USA AL 2% NEL 2026
“La crescita economica statunitense nel 2026 dovrebbe attestarsi al 2%, quindi inferiore al potenziale. Il rallentamento del mercato del lavoro dovrebbe frenare i consumi ma sarà l’inflazione uno dei fattori decisivi nell’anno in cui si terranno le elezioni di metà mandato, al punto che Trump potrebbe ammorbidire il suo atteggiamento nei confronti dei dazi” spiegano i tre manager. I quali, passando alle banche centrali, prevedono una prevalenza di riduzione dei tassi di interesse in particolare nel caso di Fed, BCE e Bank of England (BOE). “La Bank of Japan (BOJ), invece, dovrebbe alzare i tassi una volta nel 2026 e questo potrebbe rendere il debito domestico più appetibile per gli investitori locali, innescando un rimpatrio dei capitali su larga scala” riferiscono Defend, Mortier e d’Orgeval…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.