Il risveglio dei mercati europei è gelido questo giovedì mattina. Con il petrolio Brent che ha ufficialmente sfondato la barriera psicologica dei 100 dollari al barile, le Borse del Vecchio Continente si preparano a un’apertura in deciso ribasso. Piazza Affari, reduce dal difficile test dei 45.000 punti, guarda con preoccupazione a un Oriente dominato dalle vendite e a una Wall Street che ieri sera ha chiuso una seduta nervosa e carica di nubi geopolitiche.
Wall Street: il Tech resiste, ma l’ombra della Cyber War pesa
La chiusura di ieri a New York è stata lo specchio dell’incertezza globale. Se da un lato i conti record di Oracle e l’ottimismo di Nvidia hanno provato a sostenere il Nasdaq, dall’altro la notizia dell’inserimento dei colossi tech americani nella lista degli “obiettivi strategici” dell’Iran ha gelato gli animi nel finale. Gli investitori temono che la “Guerra Ibrida” possa colpire i data center e le infrastrutture cloud, mettendo a rischio i margini dei giganti che finora hanno trainato il rally dell’IA. L’inflazione stabile al 2,4% sembra ormai un ricordo lontano di fronte alla nuova emergenza energetica.
Asia: profondo rosso da Tokyo a Mumbai
Stamattina l’Asia ha incassato il colpo senza sconti. Il Nikkei 225 di Tokyo ha chiuso in calo dell’1,4%, appesantito dai timori per i costi logistici delle aziende esportatrici. Ancora peggio ha fatto l’India, dove la dipendenza totale dal greggio importato ha scatenato un vero e proprio mini-crash degli indici nazionali. Il sentiment è stato ulteriormente affossato dalle notizie di nuovi attacchi a petroliere nelle acque irachene, un’escalation che dà ragione al recente allarme di Goldman Sachs sull’inefficacia delle riserve strategiche.
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Previsioni Apertura Europa: difesa e banche al centro
In questo scenario, i futures sul FTSE MIB indicano un avvio sotto i 44.500 punti. Gli occhi restano puntati su Leonardo e Fincantieri, reduci da un mercoledì nero, e sul settore bancario. Il paradosso di oggi sarà vedere se i petroliferi (Eni, Saipem) riusciranno a fare da scudo all’indice o se la paura di una recessione da “caro energia” trascinerà tutto il listino verso nuovi minimi settimanali. La mattinata si annuncia ad alta tensione: la pace nel Golfo non è mai sembrata così lontana e il mercato ora chiede fatti, non solo riserve.
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