Apertura di trimestre contrastata per i principali mercati dell’area Asia-Pacifico. Se da un lato il comparto dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale continua a catalizzare i flussi d’acquisto a Tokyo e Taipei, dall’altro la risalita dei rendimenti dei Treasury statunitensi, la forza del dollaro e lo stallo geopolitico sul greggio frenano la propensione al rischio in Corea del Sud e Australia, imponendo una forte selettività sui listini.
Il Nikkei consolida il rally; lo yen tocca i minimi storici
Alla Borsa di Tokyo, l’indice Nikkei 225 ha chiuso in rialzo dello 0,85% a 70.655,39 punti, consolidando l’eccezionale progresso del 37% accumulato nel secondo trimestre. Il sentiment del comparto manifatturiero giapponese ha toccato i massimi dal 2018, trainato dal forte recupero dei nuovi ordini industriali.
A sostenere i gruppi esportatori è intervenuto anche il fattore valutario: lo yen è scivolato a quota 162,8 contro il dollaro, registrando il livello più basso degli ultimi quarant’anni e riaccendendo i timori di un intervento diretto di politica monetaria da parte della Bank of Japan.
Taipei accelera con i chip, prese di beneficio a Seul
La performance più brillante della seduta è stata registrata a Taiwan, dove il Taiex è balzato del 2,06% a 47.075,84 punti, spinto dalla filiera globale dei chip. Movimento speculare e opposto a Seul: il Kospi ha ceduto lo 0,81% a 8.407,54 punti.
Il ribasso è attribuito a fisiologiche prese di beneficio da parte degli investitori istituzionali esteri, dopo che l’indice sudcoreano aveva registrato un rally del 68% nel trimestre precedente. La flessione è avvenuta nonostante dati macroeconomici solidi, con l’export della Corea del Sud che a giugno ha superato i 100 miliardi di dollari grazie a un incremento del 200% nelle spedizioni di memorie avanzate.
Shanghai positiva nel tech, tensioni sul petrolio a Mumbai
In Cina continentale, lo Shanghai Composite è salito dello 0,80% a 4.127,08 punti, sostenuto dalla tenuta della produzione tecnologica, mentre Hong Kong è rimasta chiusa per festività. A Mumbai, il Sensex ha guadagnato lo 0,37% a 76.758,62 punti, trainato dai titoli automobilistici; i guadagni sono stati però limitati dal nuovo rialzo del petrolio. Il Brent si è attestato sopra i 73 dollari al barile (+0,4%) a causa del mancato accordo nei colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran a Doha per la piena riapertura dello Stretto di Hormuz.
I mercati globali guardano ora alla Federal Reserve: il rendimento del Treasury decennale USA è salito al 4,46%, con i contratti swap che prezzano una probabilità fino all’88% di una nuova stretta monetaria entro settembre.
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