Gli effetti principali potrebbero far aumentare il prezzo del petrolio. Per valutare l’entità cruciale lo Stretto di Hormuz. Oro e dollaro americano potrebbero trarre vantaggio dalla crisi in Medio Oriente
Borse in rosso e tensione sui prezzi di petrolio e gas dopo l’attacco di sabato scorso di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. È stato un fine settimana di guerra, con attacchi a Teheran che ha reagito con missili contro Israele e le basi americane nella regione. Intanto sono centinaia le petroliere e navi che trasportano gas naturale liquefatto rimaste bloccate nello Stretto di Hormuz. Una situazione che fa salire la tensione sul prezzo del petrolio.
GENERALI INVESTMENTS: PREZZO PETROLIO PUÒ SUPERE 100 DOLLARI
“Gli attacchi coordinati da parte di Israele e Stati Uniti contro l’Iran mirano esplicitamente a un cambiamento di regime e, nonostante l’uccisione della Guida Suprema Ayatollah Khamenei, è probabile che il conflitto duri molto più a lungo rispetto alle azioni limitate del 2025, quando il Brent superò brevemente gli 80 dollari al barile”, commenta Paolo Zanghieri, senior economist presso Generali Investments. “L’Iran ha risposto prendendo di mira Israele, le basi statunitensi negli stati del Golfo e chiudendo lo Stretto di Hormuz, mentre i ribelli Houthi hanno promesso una ripresa degli attacchi nel Mar Rosso. Questa escalation è pensata per esercitare pressione sugli stati del Golfo affinché cerchino una de-escalation”…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.
