Secondo l’analisi di Andrea Delitala e Marco Piersimoni (Pictet AM), lo scenario più verosimile è una transizione verso un regime più collaborante con gli Stati Uniti
L’attacco congiunto di Stati Uniti ed Israele all’Iran del 28 febbraio, che ha colpito le più alte figure del regime di Teheran, ha immediatamente alterato la fiducia degli investitori provocando un aumento del premio al rischio sui mercati finanziari. Inoltre, come fanno notare nella loro analisi Andrea Delitala, Head of Multi Asset Euro di Pictet Asset Management, e Marco Piersimoni, Co-Head of Multi Asset Euro di Pictet Asset Management, la crisi di fiducia può spingere gli operatori economici a rallentare consumi ed investimenti.
LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ
Ad alimentare le preoccupazioni sia Il tentativo di Teheran di destabilizzare l’intera regione, con il lancio di missili e droni contro Israele, UAE, Qatar, Kuwait, Bahrain, Giordania e Arabia Saudita, non limitandosi solo alle basi USA ma colpendo anche le infrastrutture civili, e l’intenzione di chiudere lo Stretto di Hormuz. Quest’ultimo, infatti, costituisce lo snodo vitale per il transito delle materie prime energetiche a livello mondiale: 20% circa del petrolio e 20% del gas liquido…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.
