L’affiliata di Natixis Ostrum analizza la dipendenza USA dalla capacità produttiva cinese, struttura manufatturiera e tecnologia, e la preferenza per Pechino del Sud del mondo
Gli Usa sono diventati dipendenti dalla capacità produttiva e di assemblaggio della Cina, da cui deriva la decisione della Casa Bianca di ridurre le tariffe del 145%, perché computer, telefoni cellulari, batterie e altri prodotti tecnologici stavano diventando troppo costosi per le aziende statunitensi. Il tema è affrontato da Ostrum AM, affiliata di Natixis IM, che analizza le quattro asimmetrie USA-Cina in un commento del capo economista Philippe Waecther, che parte dalla struttura della produzione manifatturiera, sottolineando che in tutti i Paesi industrializzati, dagli USA al Giappone, passando per Francia e Germania, il settore auto è stato l’elemento strutturante.
IN CINA LA DINAMICA INDUSTRIALE INNOVATIVA
Ma, prosegue l’esperto di Ostrum, oggi la Cina ha una capacità produttiva di 60 milioni di veicoli, 40 termici e 20 elettrici, per un mercato globale di 90 milioni, mentre i produttori americani pagano dazi doganali del 50% su acciaio e alluminio. E questa è la seconda asimmetria: la dinamica strutturale dell’industria con strumenti innovativi è in Cina, non in USA. Passando alla tecnologia, Waecther cita David Autor del MIT, secondo cui la capacità di ricerca e innovazione per tecnologie critiche si è spostata dagli USA, solo un decennio fa, alla Cina…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.