Il nostro mondo si allarga, e la nuova mappa non contiene solo mari e continenti, ma anche ciò che sta sotto e sopra di essi
Bei tempi, quelli. Quali? Ma come “quali”?! Quelli!
Quelli in cui con gli amici ci si vedeva al parchetto, quelli in cui per sentire una canzone bisognava aspettare che la passassero in radio, quelli in cui un pieno non costava come una cena stellata. Qualcuno cantava “Nostalgia, nostalgia canaglia”, e lo faceva proprio in quei tempi là! Quelli in cui Al Bano e Romina duettavano sugli schermi di tutta Italia, e tra chi ci dava appuntamento in tv c’era un certo Paolo. Un presentatore vecchia scuola, che con il suo programma ci dava appuntamento per raccontare la storia della televisione, della musica e dello spettacolo. Un certo Paolo, che oggi non si vede più sul piccolo schermo, ma che forse è rimasto nella memoria di molti.
Quel passato a cui lui appartiene, oggi, è lo stesso a cui noi guardiamo con qualche sospiro. Quello dei “bei tempi quelli!” e dei “si stava meglio quando si stava peggio”; quello in cui i loro “giovani di oggi” erano meglio dei nostri. Questa non è certo una puntata nostalgica, ma il Sunday View di questa settimana vuole giocare su un concetto fondamentale, sia in economia che in filosofia. Che poi guarda caso è anche il cognome di quel Paolo che abbiamo nominato prima. Se volete scoprire qual è, non vi resta che continuare a leggere!
LIMITI
Lo sappiamo: il contesto globale è cambiato, ormai, da un po’ e di un po’. Le questioni aperte dalle tensioni geopolitiche sono onnipresenti, e stanno rendendo sempre più fragile l’accesso alle risorse. Le catene di approvvigionamento non sono più affidabili, e l’energia è tornata a essere un fattore di potere prima ancora che di crescita. E mentre noialtri guardiamo sempre più al Medio Oriente, allo Stretto di Hormuz e al profilo Truth di Trump, negli ultimi giorni, tra Venezuela e Argentina, sono venute fuori due scelte interessanti in questo senso. In Argentina, la riforma della legge sui ghiacciai apre alla possibilità di attività minerarie anche in aree finora protette, spostando l’equilibrio più verso lo sviluppo e l’indipendenza economica, che verso la tutela ambientale. In Venezuela, invece, una nuova legge punta ad attrarre investimenti stranieri per sfruttare in modo più sistematico giacimenti di oro, diamanti e terre rare. Due decisioni che centrano perfettamente il tema del momento: l’importanza sempre maggiore delle materie prime…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.
