La filiera del caffè è segnata da opacità e profonde disuguaglianze, che impediscono una distribuzione equa del valore creato lungo tutta la catena produttiva, mentre la crisi climatica ne mette ulteriormente a rischio la sostenibilità
Temperature in aumento, siccità persistenti, suoli impoveriti, raccolti a rischio e prezzi in aumento. Il futuro del caffè, da cui dipendono 125 milioni di persone nel mondo per vivere, è tutto da ripensare. L’andamento del prezzo, che secondo la Fao è aumentato del 38,8% nel 2024, dipende direttamente dai cambiamenti climatici. In Vietnam, per esempio, la siccità ha causato un calo del 20% della produzione mentre in Indonesia le piogge eccessive hanno ridotto i raccolti del 16,5%. I rincari hanno colpito il tenore di vita dei produttori (spesso piccole aziende familiari) ma anche i consumatori: i prezzi al dettaglio sono aumentati del 6,6% negli Stati Uniti e del 3,75% in Europa in un solo anno.
CAFFÉ ROBUSTA E CAFFÉ ARABICA
Le varietà di caffè più note sono la Coffea robusta e la Coffea arabica. Quest’ultima, che rappresenta circa il 70% della produzione globale, prospera in un intervallo termico molto ristretto (18–23 °C) e soffre il caldo eccessivo, l’aridità e le malattie fungine come la “ruggine” del caffè. La Coffea robusta, invece, è più resistente e richiede temperature più alte, tuttavia è meno apprezzata dai consumatori ed usata prevalentemente per miscele e caffè solubile. Secondo un approfondimento pubblicato da The Economist, la Coffea arabica è già oggi coltivata al limite massimo della sua soglia climatica. Con l’aumento delle temperature, molte aree del Brasile rischiano di diventare inadatte alla coltivazione…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.