Data center e cloud: prende forma la struttura su cui si fonderà la valuta elettronica dell’Eurozona. Ma quanto manca ancora?
Quanti di voi la tengono in tasca? Quanti la lasciano direttamente in macchina? Quanti invece pensavano di averla messa da qualche parte, ma quando controllano… Non c’è più. Sembra un oggetto così banale, eppure quante volte vi è capitato di arrivare davanti ai carrelli del supermercato e rendervi conto di non avere nemmeno una moneta da un euro in tasca? Una volta arrivati alla rastrelliera, però, è già troppo tardi: mani a cercare nelle tasche, ad aprire gli zaini, a battere ogni palmo dell’auto… Ma niente. Lo sapevamo già, e ora ci tocca arrabattarci con il molto meno capiente cestino.
Forse dovremmo cambiare il tempo verbale delle prime frasi dell’articolo: “quanti di voi la tenevano in tasca” e “la lasciavano in macchina”, perché il passato è ormai d’obbligo, visto che le monete sono un oggetto ormai sempre meno diffuso. È il prodotto dei tempi: ormai paghiamo persino il caffè al bar col telefono. L’euro fisico, però, non sta svanendo: sta evolvendo. Sì perché c’è un progetto (di cui avevamo già parlato qualche tempo fa) che piace molto all’Europa, e ormai è sempre più vicino a concretizzarsi.
Basta cercare monete in tasca, ora concentriamoci sul Sunday View di questa settimana!
NEW EURO
Ci siamo: l’Euro Digitale sta entrando nella sua fase decisiva. La Banca Centrale Europea è sempre più vicina alla creazione della valuta digitale ufficiale dell’Eurozona, emessa direttamente dalla Bce e affiancata (attenzione, non sostituita) al contante tradizionale. Non una criptovaluta, quindi, ma la versione 2.0 del contante classico, regolata e garantita dalle istituzioni europee. Il quadro normativo è ancora in costruzione, ma i passaggi si stanno accelerando: test tecnici, definizione della privacy, limiti di utilizzo e infrastrutture necessarie. E proprio questo è un tema fondante, dato che l’euro digitale si appoggia sui data center e i server delle banche centrali, all’interno dei quali verranno gestite le transazioni con la nuova valuta elettronica. Tre di questi data center si troveranno molto probabilmente in Italia, e saranno strategici per l’intera infrastruttura. In concomitanza, la Bce ha incaricato Ovh e Scaleway, due aziende francesi specializzate nelle infrastrutture cloud, della creazione della Secure Exchange Payment Information (la cosiddetta SEPI), un’infrastruttura che mette in comunicazione tutta la filiera dei pagamenti, (banche, commercianti, utenti, fornitori dei servizi…), garantendo la sicurezza di qualsiasi transazione. Ma perché l’Euro digitale è così importante? Perché attraverso questo, l’Europa può ridurre la propria dipendenza dai grandi circuiti privati internazionali e costruire un sistema di pagamento più autonomo, sicuro e tracciabile. Il denaro non sta cambiando soltanto forma, sta cambiando il modo di intendere sé stesso e ciò che lo riguarda…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.
