Non c’è pace per i giganti della Difesa europea. Mentre Leonardo continua a soffrire a Piazza Affari, il leader tedesco del settore, Rheinmetall, segna una performance da dimenticare, lasciando sul terreno oltre il 7,5% negli ultimi cinque giorni. Il titolo, scambiato oggi in area 1.528 euro, è stretto in una morsa micidiale: da un lato risultati trimestrali che non hanno convinto gli analisti, dall’altro l’incertezza su alcune alleanze strategiche chiave, inclusa quella con l’Italia.
Utili vs Vendite: il paradosso della guerra
Il report finanziario di Rheinmetall ha mostrato un volto a due facce. Se è vero che i conflitti in Ucraina e Iran stanno spingendo le vendite a livelli record, gli utili netti sono risultati inferiori alle attese a causa dell’aumento dei costi operativi e dei massicci investimenti per espandere la capacità produttiva. Gli investitori, che avevano spinto il titolo su valutazioni altissime, oggi stanno punendo la mancanza di una marginalità “esplosiva”. È lo stesso clima di incertezza che abbiamo visto stamattina, con l’indice Fear & Greed bloccato in zona paura, che spinge i trader a liquidare le posizioni più esposte alla geopolitica.
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Il “caso” Leonardo-Iveco: slitta l’accordo sui camion militari
Per il pubblico italiano, la notizia più rilevante riguarda lo slittamento del deal con Leonardo. Il CEO di Rheinmetall, Armin Papperger, ha confermato che l’accordo per la creazione di una joint venture che avrebbe dovuto includere il business dei camion militari di Iveco sta subendo dei ritardi. Questa partnership è considerata fondamentale per la nascita di un vero “polo della difesa europeo”. Lo stallo nelle trattative aggiunge ulteriore pressione sia su Rheinmetall che su Leonardo, confermando che la costruzione di una difesa comune è un percorso pieno di ostacoli burocratici e politici.
Analisi Tecnica: verso nuovi supporti
Il crollo odierno ha rotto supporti tecnici importanti. Dopo aver cavalcato per mesi l’onda del riarmo globale, Rheinmetall sembra essere entrata in una fase di correzione profonda. Il mercato ora si chiede se il “Peace Trade” di Trump — che ha già messo nel mirino i giganti tech americani come Palantir e Nvidia — possa portare a un ridimensionamento dei piani di spesa militare della NATO, colpendo direttamente il backlog della società tedesca. Per chi guarda ai fondamentali, il calo potrebbe rappresentare un’occasione di ingresso, ma nel breve termine la volatilità resta la padrona assoluta del campo.
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