È la stima di Generali Investments, che in un commento di Martin Wolburg ricorda la “lezione” del 2022: ora le pressioni inflazionistiche sono più contenute ma potrebbero salire ancora
Per la BCE la crisi in Iran e lo shock energetico collegato potrebbero voler dire una svolta monetaria restrittiva. Dopo la normalizzazione dell’inflazione, la guerra innescherà un nuovo picco inflazionistico, riaccendendo i ricordi dello “tsunami” del 2022. I prezzi al consumo sono già saliti al 2,5% anno su anno a marzo, dall’1,9% precedente, trainati dall’aumento dei prezzi energetici, e nei prossimi mesi i tassi di inflazione potrebbero persino avvicinarsi al 4% annuo.
LAGARDE NON ESITERÀ AD AGIRE
Generali Investments, in un commento del senior economist Martin Wolburg, prevede che l’effetto Iran possa portare la Bce a rialzi dei tassi fino a 75 punti base, sottolineando che la presidente Lagarde ha imparato la lezione di quattro anni fa dichiarando che non esiterà ad agire non appena il cruscotto degli indicatori di allerta precoce inizierà a lampeggiare, sottolineando che persino un superamento temporaneo dell’inflazione potrebbe giustificare un rialzo dei tassi per ragioni di credibilità…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.
