Le vicende e gli sviluppi di un Paese con ricchezze naturali enormi bloccate dal freddo perenne, sotto la protezione di uno stato ma bramato da un altro. Che succede nell’emisfero boreale?
Sì, si può dire: la storia ha un certo senso dell’umorismo. Quel grande flusso di eventi e di personaggi, delle volte, ci mette proprio del suo. Altrimenti non si spiegherebbe come sia possibile che una terra ricoperta al 90% da ghiaccio abbia nel suo nome la parola “green” e la sua bandiera venga chiamata Aappalaaroq, ovvero “la rossa”; quella stessa bandiera che riprende i colori di quella della Danimarca, Paese di cui è sotto la protezione, ma con il quale ha un’annosa vicenda coloniale ancora aperta; quella stessa vicenda coloniale che ora in qualche modo si ripropone, ma per mano di un colonizzatore differente.
Sì, la storia ha un certo senso dell’umorismo, e forse con la Groenlandia ci è andata giù un po’ pesante, portandola dall’essere un’isola ghiacciata nei mari del nord, a uno dei punti focali della geopolitica mondiale.
L’Artico è diventato un territorio caldo, molto caldo. Qualcuno direbbe addirittura troppo caldo. Ma quali sono i motivi di questo surriscaldamento? E soprattutto, quali implicazioni economiche comportano?
Copriamoci ben bene: in questo Sunday View salpiamo per il freddo nord del mondo!
CLIMA FREDDO, ECONOMIA CALDA
Le nuove terre rare si trovano sotto metri e metri di ghiaccio. Trump invoca la “sicurezza nazionale”, ma sono in molti a leggere tra le righe: in Groenlandia ci sono riserve di metalli molto grandi e strategiche. Un territorio geograficamente più vicino a Canada e Russia che a Usa e Danimarca, eppure è bramato dal primo ma sotto l’egida del secondo, nonostante le sue continue rivendicazioni di autonomia. Oggi, di fronte alle esplicite e ripetute mire trumpiane, l’isola artica si trova al centro di un nuovo fronte geopolitico, e il motivo è presto detto. Parliamo delle cosiddette “materie prime critiche”, ovvero una classe di metalli fondamentali per lo sviluppo tecnologico e nell’ambito della transizione energetica. Certo le condizioni climatiche e tutto quel ghiaccio non aiutano ad estrarre tutto questo bendidio, ed ecco spiegato perché a inizio 2025 risultavano attive solo due miniere. Però le possibilità che si aprono sono tante e tanto remunerative, con gli sviluppi legati all’IA che si prenotano per essere tra i più gettonati: basti pensare non solo a tutti i giacimenti di metalli necessari, ma anche ai vantaggi di poter costruire data center (fondamentali, quanto problematici) in un territorio nuovo, dove il raffreddamento di tutti quei macchinari è il minore dei problemi…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.