Nonostante la volatilità in aumento per il conflitto in Medio Oriente, con il prezzo di gas e petrolio in rialzo, secondo l’analisi di Degiro, la stragrande maggioranza degli investitori ha mantenuto la propria posizione
La guerra in Iran fa aumentare la volatilità sui mercati globali, ma non cambia la bussola degli investitori italiani. È questo, in sintesi, il messaggio emerso dalla ricerca di Degiro, il broker online attivo in Italia dal 2015, che ha analizzato i dati di oltre 135mila clienti italiani. Dietro la volatilità delle ultime settimane, si nasconde una sorprendente stabilità nei comportamenti di investimento.
NESSUN “PANIC SELLING”
Marzo è stato un mese ad alta tensione: escalation geopolitica, petrolio in rally e mercati azionari sotto pressione. Eppure, guardando ai portafogli degli investitori italiani non si riscontra alcuna fuga dall’azionario. Il patrimonio complessivo ha registrato un calo del 5,1%, ma si tratta di un effetto mercato più che di scelte attive di disinvestimento. Le azioni passano dal 35,1% al 34,6% del totale, mentre gli Etf salgono addirittura dal 58,7% al 59,2%. Un segnale chiaro: gli investitori non vendono. Anche la liquidità cresce solo marginalmente (dal 7,2% al 7,9%), indicando prudenza, ma non paura…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.
