Una partita che appare tutta italiana, ma nella quale pesano anche gli interessi di grandi gruppi europei come Crédit Agricole. Sullo sfondo restano il futuro di Mediobanca, le mosse di Unicredit e il difficile percorso verso la nascita di un terzo polo bancario nazionale
Le ultime operazioni che hanno riacceso il risiko bancario italiano stanno ridisegnando equilibri che sembravano consolidati. Al centro della scena c’è oggi Monte dei Paschi di Siena (segui qui tutti gli aggiornamenti), tornata protagonista dopo anni di ristrutturazione e nuovamente coinvolta nei grandi movimenti del sistema finanziario italiano. La partita, tuttavia, va ben oltre il destino della banca senese. Molti osservatori ritengono infatti che il vero asset strategico attorno al quale ruotano le diverse operazioni sia Generali, partecipazione storica di Mediobanca e snodo centrale nel risparmio gestito e nel settore assicurativo italiano.
LE MOSSE DI INTESA E IL RITORNO DEL CONSOLIDAMENTO
A sorprendere il mercato sono state soprattutto le recenti mosse di Intesa Sanpaolo, tradizionalmente considerata meno interessata rispetto ad altri operatori alle operazioni di consolidamento domestico. Negli ultimi anni l’amministratore delegato Carlo Messina aveva più volte sottolineato come il gruppo disponesse già di una forte esposizione al mercato italiano e non avesse particolare necessità di partecipare attivamente al risiko nazionale. Per questo motivo ogni eventuale cambio di approccio viene oggi osservato con particolare attenzione dagli investitori. Alcuni analisti evidenziano come il consolidamento bancario possa rappresentare non soltanto un’opportunità di crescita dimensionale, ma anche uno strumento per rafforzare il presidio su attività considerate strategiche, tra cui il risparmio gestito e il settore assicurativo…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.
