La società di investimento nel suo Bond Bulletin sottolinea che finora sono salite volatilità e avversione al rischio, ma l’incertezza rischia di spingere le Banche Centrali a sospendere il calo dei tassi
Lo shock causato dalla guerra in Iran mette alla prova la narrativa sulla disinflazione, riportando in primo piano il rischio di interruzioni nell’approvvigionamento di petrolio e gas, con reazioni a catena sui mercati energetici e obbligazionari. Il Bond Bulletin del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management analizza i possibili sviluppi sottolineando che i rischi a breve, soprattutto per energia e inflazione, hanno provocato un aumento della volatilità. La strada del negoziato rimane incerta e una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz rischierebbe di spingere ancor più al rialzo i prezzi, con ulteriore aumento dei tassi sulla parte a breve della curva, e un generale aumento dell’avversione al rischio.
IMPATTO SULLA PARTE BREVE DELLA CURVA
Nei mercati dei tassi, i titoli sovrani del Medio Oriente hanno registrato un allargamento degli spread di 5-30 punti base mentre i Mercati Sviluppati hanno registrato un aumento sulla parte a breve delle curve per le possibili ripercussioni sull’inflazione. L’incertezza rischia di spingere le Banche Centrali a sospendere la riduzione dei tassi più a lungo, il che ha indotto i mercati a correggere i tassi a breve, con ampliamento degli spread dei titoli governativi in Italia, Spagna, Francia e Regno Unito, come anche quelli tra obbligazioni societarie Investment Grade e High Yield…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.
