Edmond de Rothschild AM indica la nomina di un nuovo primo ministro come il più probabile. In secondo piano nuove elezioni. Remoto, ma non impossibile, quello delle dimissioni del presidente stesso
Le divisioni in Assemblea Nazionale non lasciavano dubbi sul destino del governo Bayrou e la Francia si ritrova nella stessa situazione di un anno fa dopo le dimissioni di Barnier. Si appresta così ad avere il quinto primo ministro in tre anni, segno della significativa instabilità politica che ha investito il Paese dall’inizio del secondo mandato di Macron. Di fronte a una tripartizione senza precedenti del panorama politico, il presidente ha ora tre opzioni in ordine di probabilità decrescente. Sono la nomina di un nuovo primo ministro, lo scioglimento dell’Assemblea Nazionale, o le sue stesse dimissioni. Un commento a cura del team Multi Asset di Edmond de Rothschild AM le analizza valutando scenari e conseguenze per la Francia, e non solo.
MACRON POTREBBE RIVOLGERSI ALLA SINISTRA
La prima è la preferita anche dai mercati finanziari: Macron potrebbe rivolgersi alla sinistra, sia nominando una figura del partito come O. Faure, sia una personalità che possa ottenere l’approvazione del PS, come il ministro dell’Economia E. Lombard o l’ex ministro J.L Borloo. Si limiterebbe in modo significativo la possibilità di un piano ambizioso di riduzione del deficit pubblico, ma gli investitori potrebbero scegliere di vedere il bicchiere mezzo pieno sperando in una stabilizzazione dello spread con i Bund e in un temporaneo aumento dell’attrattiva dei titoli francesi. Tuttavia, la Francia non farebbe altro che rinviare ancora la questione delle finanze pubbliche, in attesa di un vero chiarimento entro il 2027 al più tardi…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.