Morgan Stanley IM, in un commento di Adam Ross, spiega che proprio l’avanzata della tecnologia la farà diventare meno “energivora” e magari anche abbattere i consumi globali
La crescente domanda di energia alimentata dall’Intelligenza Artificiale è ormai un tema dominante. L’Agenzia Internazionale per l’Energia indica che entro il 2030, per alimentare i data center nuovi ed esistenti, potrebbe superare i 945 terawattora, più del consumo annuale del Giappone. Ma va ricordato quanto spesso previsioni simili abbiano fallito. Nel 1999 si prevedeva che entro il 2020 l’IT avrebbe consumato metà dell’elettricità USA, e che un miliardo di PC connessi rappresentasse un fabbisogno pari alla capacità totale. Ma proprio Internet ha ridefinito i modelli di consumo, con il commercio online. Tra il 2010 e il 2018, la potenza di calcolo dei data center globali è aumentata oltre 550 volte, ma il loro consumo energetico è aumentato solo del 6%, e oggi il Web rappresenta meno del 2% del totale occidentale. Questa volta sarà diverso?
TRE MOTIVI PER CUI LA CRESCITA ENERGIVORA SARÀ MENO ESPLOSIVA
Un “Insight” di Morgan Stanley Investment Management dedicato ai consumi di energia alimentati dallo sviluppo dell’IA a cura di Adam Ross, indica tre motivi per dubitarne e prevede che la crescita energivora sarà meno esplosiva delle attese. Il primo è rappresentato da modelli di IA più intelligenti e snelli, con open source e IA su dispositivo. L’IA su dispositivo si riferisce all’esecuzione di processi di intelligenza artificiale direttamente da parte dell’utente finale. I dati sono elaborati localmente, riducendo i consumi. L’economia di questi modelli potrebbe diventare difficile da contrastare, specialmente per gli utenti non-USA…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.