Oracle presenta una trimestrale debole, spese in aumento e timori sul debito. Il tonfo riaccende il dibattito sulla sostenibilità degli investimenti nell’AI e trascina al ribasso Nvidia, AMD e l’intero comparto tecnologico
L’apertura di Wall Street porta con sé un brusco risveglio per il settore tecnologico. Oracle crolla in avvio di seduta, mettendo a segno una delle peggiori performance degli ultimi anni e riportando bruscamente gli investitori alla realtà di un mercato che da mesi corre sull’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’onda d’urto si abbatte immediatamente sui titoli più esposti alla crescita dell’AI, compresi i giganti dei semiconduttori come Nvidia e AMD, mentre gli indici americani si muovono in ordine sparso nonostante il recente taglio dei tassi da parte della Federal Reserve. Il dato che più pesa è la nuova evidenza che l’AI, pur rappresentando il motore di crescita del tech globale, richiede investimenti colossali e tempi di ritorno non sempre compatibili con le attese dei mercati.
ORACLE DELUDE E AFFONDA: RICAVI SOTTO LE ATTESE E COSTI IN IMPENNATA
Il titolo Oracle apre perdendo oltre il 14%, una flessione che riflette la delusione per i risultati trimestrali appena pubblicati. I ricavi, pur in crescita, non raggiungono le attese del mercato, soprattutto nella parte più osservata dagli investitori: il cloud e i servizi infrastrutturali destinati ai carichi di lavoro AI. Il gruppo ha annunciato anche un aumento significativo dei costi necessari per sostenere l’espansione dei data center. Inoltre la domanda di potenza di calcolo aumenta così velocemente che i costi per sostenerla crescono più dei ricavi, riducendo la redditività. A questo si aggiunge un indebitamento in crescita, che accentua i timori sulla sostenibilità della strategia industriale del colosso…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.