Secondo la casa d’investimento le attuali valutazioni sono parte di uno scenario caratterizzato da multipli ampliati, sostenuto da migliore redditività e maggiore peso della tecnologia all’interno dell’indice
Anche Alicia Levine, Head of Investment Strategy & Equities BNY Wealth, e John Porter, Chief Investment Officer BNY Investments Newton, come molti altri esperti di mercato, si sono chiesti se il lungo rally dell’indice S&P 500 sia alimentato dai fondamentali o dal clamore del momento. Pur tenendo conto che il rapporto tra prezzo e utili (p/e) è pari a 22x, ben al di sopra della media di lungo periodo che si attesta a circa 17x, ritengono che le valutazioni più elevate riflettano fondamentali più solidi.
MARGINE OPERATIVO DELL’S&P500 VICINO AL MASSIMO
“Le attuali valutazioni vanno contestualizzate in uno scenario caratterizzato da multipli ampliati, sostenuto da migliore redditività e maggiore peso della tecnologia all’interno dell’indice. La crescita economica e degli utili rimane resiliente con i profitti globali rivisti al rialzo e la redditività che si sta estendendo oltre le big tech. L’aumento della produttività e la progressiva adozione dell’AI dovrebbero rafforzare ulteriormente i margini record e la crescita degli utili a lungo termine” spiegano Levine e Porter. I numeri parlano chiaro: il margine operativo dell’S&P 500 è vicino al massimo del 19. La tecnologia, che ha raggiunto un peso all’interno dell’S&P 500 quasi raddoppiato dal 2010, raggiungendo il 36%, presenta un p/e più elevato rispetto all’indice complessivo, determinando un conseguente aumento del multiplo dell’indice…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.