Con i tassi di interesse in potenziale calo, l’attuale trend economico e le valutazioni sconsigliano eccessivi depositi di liquidità o allocazioni azionarie che superino passivamente gli obiettivi strategici
La flessione del mercato obbligazionario nel 2022 ha convinto molti investitori a detenere liquidità. A invogliarli è stato il fatto che, negli ultimi tre anni, i rendimenti del mercato monetario abbiano rivaleggiato con quelli dei titoli a reddito fisso a lungo termine, con il vantaggio della stabilità dei prezzi. Il problema è che la “sicurezza” della stabilità dei prezzi può far perdere il potenziale di rendimento a lungo termine. “Se i cicli di taglio dei tassi passati sono indicativi, gli investitori che mantengono la liquidità correranno il rischio di vedere diminuire i propri guadagni da interessi nel tempo”, spiega Robert Tipp, Chief investment strategist, fixed income e head of global bonds di PGIM. “Chi invece investe in obbligazioni a reddito fisso avrà garantito un flusso di reddito che, ai tassi attuali, è interessante”.
AZIONI SOPRAVVALUTATE RISPETTO ALLE OBBLIGAZIONI
Per quanto riguarda i titoli azionari, diversi indicatori suggeriscono che siano sopravvalutati rispetto alle obbligazioni. Ad esempio, se si considerano gli ultimi decenni, la differenza tra il rendimento dei titoli di Stato australiani a 7-10 anni e il rendimento degli utili dell’indice MSCI Australia (l’inverso del rapporto prezzo/utili) è attualmente superiore alla mediana. “Storicamente, un’indicazione di obbligazioni a buon mercato in base a questo parametro di valutazione ha preannunciato periodi in cui i rendimenti assoluti e corretti per il rischio delle obbligazioni hanno eguagliato, e persino superato, quelli delle azioni” riferisce Tipp…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.