Secondo la Strategy Unit di Pictet Asset Management, shock energetico, pressioni inflazionistiche e incertezza geopolitica riducono la prevedibilità dei mercati e rendono meno efficaci le tradizionali leve di diversificazione
Nell’attuale contesto, con una tregua ancora fragile nel conflitto in Medio Oriente, la gestione del rischio torna al centro delle decisioni di investimento, con un approccio sempre più orientato alla protezione piuttosto che alla ricerca di rendimento. È quanto emerge dall’analisi condotta dalla Strategy Unit di Pictet Asset Management, secondo la quale la combinazione di shock energetico, pressioni inflazionistiche e incertezza geopolitica riduce la prevedibilità dei mercati e rende meno efficaci le tradizionali leve di diversificazione. Pertanto, mantenere un posizionamento neutrale sulle principali asset class, rafforzando al contempo l’esposizione a valute difensive e strumenti più resilienti, rappresenta una strategia coerente in una fase in cui la priorità è preservare il capitale in attesa di maggiore visibilità sul quadro macroeconomico.
LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ
La chiusura dello Stretto di Hormuz, dal quale passa circa il 20% dell’approvvigionamento mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto (GNL), ha scompaginato i mercati finanziari. Il settore energetico è stato l’unico non in rosso nel mese successivo allo scoppio del conflitto in Iran, con i settori materiali ed estrazione mineraria, scesi rispettivamente del 15% e del 20% a causa delle preoccupazioni degli investitori per l’impatto della crisi sull’economia globale…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.
