Secondo la survey di Goldman Sachs Asset Management, gli investitori sono pronti ad aumentare l’esposizione agli alternativi grazie a trend come AI ed energia. Più liquidità attesa da cessioni strategiche e IPO, mentre la geopolitica resta la principale incognita
Il 2025 potrebbe essere l’anno in cui i mercati privati “girano l’angolo”. È quanto emerge dalla nuova Private Markets Diagnostic Survey – “Turning the Corner?” di Goldman Sachs Asset Management, che raccoglie le opinioni di oltre 250 investitori globali tra Limited Partner e General Partner. Il quadro che ne risulta è improntato a un cauto ottimismo: dopo due anni di rallentamento, la combinazione di fondamentali solidi, condizioni finanziarie più favorevoli e dinamiche strutturali legate a innovazione tecnologica e infrastrutture sta riportando fiducia nell’asset class. Sullo sfondo rimane però il rischio geopolitico, oggi percepito come principale variabile di incertezza.
SENTIMENT POSITIVO VERSO I PRIVATE MARKETS
A trainare il clima più favorevole sono soprattutto i real asset. Infrastrutture e immobili tornano ad attirare capitali grazie alla bassa correlazione con i mercati tradizionali e alla capacità di intercettare temi strutturali: rinnovamento di asset obsoleti, transizione energetica, digitalizzazione delle reti e crescita della domanda di data center e capacità di calcolo per l’intelligenza artificiale. Anche il real estate, dopo una fase difficile, mostra segnali di stabilizzazione e riapre spiragli selettivi, pur con forte enfasi sulla qualità e sulla selezione dei segmenti. Nel private equity, la prospettiva resta costruttiva, con un’attenzione crescente alla creazione di valore operativa e all’adozione di tecnologie AI-driven nei modelli aziendali. Il private credit, dal canto suo, continua a beneficiare di una domanda sostenuta di finanziamenti, soprattutto nei segmenti investment grade e asset-backed…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.