L’accordo sui dazi può essere addirittura un vantaggio per gli esportatori europei rispetto alla Cina. Bce pronta a mettere in pausa il ciclo di tagli con il miglioramento delle prospettive economiche
Schroders appare fiduciosa riguardo la crescita dell’Eurozona e vede una Bce pronta a fermare il ciclo di tagli. A fare il punto è Irene Lauro, Eurozone Economist, che evidenzia le condizioni finanziarie più favorevoli, grazie anche all’accordo tra Ue e Usa sui dazi che dissipa l’incertezza dei mesi scorsi. Non a caso Schroders ha rivisto al rialzo – dall’1% all’1,3% – le previsioni di crescita dell’Eurozona nel 2025, anche se le sorprese positive di metà anno sono dovute principalmente all’aumento delle esportazioni sui timori dei dazi.
EUROZONA, PERCHÉ L’ACCORDO SUI DAZI È POSITIVO
Secondo Lauro, l’accordo commerciale al 15% con gli Usa ha aspetti positivi non solo perché è ben al di sotto del 30% minacciato. Visto che Giappone e Corea del Sud hanno accettato lo stesso tasso, gli esportatori europei mantengono la parità competitiva nel mercato statunitense e “potrebbero persino guadagnare terreno se la Cina dovesse affrontare dazi molto più elevati”. Riguardo l’impegno di aumentare le importazioni di gas naturale liquefatto dagli Usa, secondo Lauro potrebbe trattarsi più di una mossa politica che di una realtà economica, visto che “i contratti energetici a lungo termine in vigore e le aziende private che guidano le importazioni di energia”. C’è quindi la possibilità che, come accaduto nel primo mandato di Trump con la Cina sull’acquisto di prodotti agricoli, la promessa possa non concretizzarsi…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.