Dagli utili delle trimestrali in arrivo all’imminente Ipo di SpaceX, passando per i dati di un’economia USA in tenuta, con spinte divergenti su azioni e bond. Pesa anche il fattore K
Il mercato si prepara a entrare nella seconda metà del 2026 sull’onda di spinte che sembrano contraddittorie, cifrate nella sbandata del Nasdaq di venerdì, che ha interrotto una serie vincente di ben nove settimane e fatto titolo sui media globali. Stranamente non su quelli italici, forse perché avevano decisamente abusato con le previsioni di crolli mai arrivati nell’ultimo paio d’anni. In ogni caso, nei prossimi mesi Wall Street dovrà fare i conti con spinte contrastanti: utili che continuano a correre, ma da verificare alle trimestrali in arrivo da metà luglio, soprattutto in termini di aspettative, e comunque concentrati su pochi titoli, economia e mercato del lavoro resilienti, che potrebbero spingere la Fed di Warsh a tenere i tassi elevati.
L’INCOGNITA DELLA FED DI WARSH
A questo si aggiunge un’esposizione record all’azionario delle famiglie americane, più inclini degli investitori a reazioni emotive, mentre il sentiment di chi è fuori dalla Borsa viaggia ai minimi. Intanto il mercato dei bond, a cominciare dai Treasury, diventa competitivo con le azioni per i rendimenti elevati sostenuti proprio dalle attese inflazionistiche. Se arriva una correzione vera sull’azionario, non è detto che il nuovo capo della Fed corra in soccorso. La tesi rialzista resta solida, sostenuta soprattutto dall’onda lunga dell’IA, ma i Big Tech ora devono affrontare anche i test delle mega Ipo in arrivo, a cominciare da quella record di 75 miliardi di dollari di SpaceX…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.
