La recente flessione dei prezzi industriali di benzina e gasolio rischia di essere vanificata da una imminente scadenza fiscale. Il prossimo venerdì 3 luglio 2026 terminerà ufficialmente lo sconto temporaneo sulle accise introdotto dall’esecutivo. In assenza di un decreto di proroga last-minute, da sabato 4 luglio le aliquote fiscali sui carburanti torneranno ai livelli ordinari.
Il conto del ripristino fiscale: +6,1 centesimi al litro
Per gli automobilisti italiani il ritorno alla normalità tributaria si tradurrà in un incremento immediato di 6,1 centesimi di euro al litro, calcolato includendo i 5 centesimi di accisa ordinaria precedentemente sospesi e l’Imposta sul Valore Aggiunto (Iva) al 22%.
In termini pratici, l’impatto economico sui rifornimenti è così quantificabile:
- Su un rifornimento standard da 50 litri, il costo complessivo subirà un aumento di 3,05 euro.
- Su un pieno da 60 litri, l’esborso extra si attesterà a 3,66 euro.
La misura emergenziale era stata originariamente finanziata con 149,4 milioni di euro derivanti dall’extra-gettito Iva generato proprio dai precedenti picchi del greggio. I ministri Giancarlo Giorgetti (Economia) e Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente e Sicurezza Energetica) avevano temporaneamente fissato l’aliquota a 622,90 euro per mille litri, contro i 672,90 euro del livello standard (valore riallineato nel 2026 identico per entrambi i carburanti).
I nuovi listini teorici alla pompa e l’orientamento del Governo
Secondo le ultime rilevazioni del Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), i prezzi medi nazionali in modalità self service si attestano a 1,835 euro/litro per la benzina e 1,930 euro/litro per il diesel. Sulla rete autostradale, il gasolio viaggia già sopra la soglia psicologica a 2,025 euro/litro.
Con il ripristino integrale della tassazione, e a parità di altre componenti commerciali, i prezzi teorici self service sulla rete stradale salirebbero a 1,896 euro per la verde e a 1,991 euro per il diesel, portando il gasolio autostradale a toccare i 2,086 euro al litro.
L’orientamento del governo appare tuttavia fermo verso lo stop al sussidio. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha dichiarato a La Stampa: “Non credo ci sarà bisogno di prorogare il taglio”. L’esecutivo confida nella stabilizzazione dei mercati internazionali, dove il Brent si muove intorno ai 77,70 dollari al barile grazie ai progressi diplomatici tra USA e Iran e alla parziale riapertura dei transiti petroliferi nello Stretto di Hormuz.
Per ulteriori aggiornamenti su questo argomento, aggiungi Benzinga Italia ai tuoi preferiti oppure seguici sui nostri canali social: X e Facebook.
Ricevi informazioni esclusive sui movimenti di mercato 30 minuti prima degli altri trader
La prova gratuita di 14 giorni di Benzinga Pro, disponibile solo in inglese, ti permette di accedere ad informazioni esclusive per poter ricevere segnali di trading utilizzabili prima di milioni di altri trader. CLICCA QUI per iniziare la prova gratuita.
Foto: Shutterstock
