Con l’avvio della stagione dichiarativa 2025, l’attenzione dei contribuenti italiani si sposta inevitabilmente su una domanda cruciale: quando arriveranno i soldi del rimborso IRPEF? Per milioni di famiglie, il credito d’imposta derivante dalle spese detraibili (come quelle sanitarie, scolastiche o per ristrutturazioni) rappresenta un’importante iniezione di liquidità.
Le tempistiche: chi riceve i soldi a luglio
Il meccanismo di accredito segue un calendario strettamente legato alla data di presentazione del Modello 730. La regola generale premia chi gioca d’anticipo: per i lavoratori dipendenti che hanno inviato la dichiarazione entro i primi termini, il rimborso sarà visibile direttamente nella busta paga di luglio (competenza giugno).
Per i pensionati, le tempistiche slittano leggermente: l’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, eroga le somme solitamente a partire dalla mensilità di agosto o settembre.
Se il contribuente non dispone di un sostituto d’imposta, l’accredito verrà effettuato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul codice IBAN indicato, ma i tempi potrebbero allungarsi fino alla fine dell’anno.
Come verificare lo stato della pratica
Per chi è in attesa e vuole monitorare la situazione, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione strumenti digitali precisi. Accedendo all’area riservata del sito ufficiale tramite SPID, CIE o CNS, è possibile consultare il proprio Cassetto Fiscale.
All’interno della sezione “Consultazioni”, selezionando la voce relativa ai rimborsi, si può verificare se il pagamento è stato “convalidato”, “ordinato” o se è ancora in fase di lavorazione.
Attenzione ai controlli preventivi
Non tutti i rimborsi sono immediati. È fondamentale ricordare che l’Agenzia delle Entrate può bloccare l’erogazione per effettuare controlli preventivi. Questo accade principalmente in due casi: se il rimborso supera i 4.000 euro o se vengono rilevate incoerenze significative rispetto ai dati precompilati. In questi scenari, l’erogazione può slittare fino a 4 mesi dopo la scadenza per la presentazione della dichiarazione (solitamente entro marzo dell’anno successivo).
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Foto: Shutterstock/ Pra Chid
