L’agenzia di rating Moody’s ha scelto la via della continuità, confermando per l’Italia il giudizio Baa2 raggiunto nel novembre scorso. La decisione riflette la fiducia degli analisti internazionali nella tenuta dei conti pubblici e nell’efficacia delle riforme legate al PNRR, nonostante un quadro macroeconomico europeo reso fragilissimo dallo shock petrolifero. Per il Tesoro, si tratta di una “bollinatura” fondamentale che impedisce al debito italiano di finire nel mirino della speculazione proprio nel momento di massima tensione geopolitica.
Rendimenti al 4,1%: la pressione dell’inflazione bellica
Sebbene il rating sia stabile, i prezzi dei BTP non sono immuni alla tempesta. Il rendimento del BTP decennale è salito nelle ultime sedute sopra la soglia psicologica del 4,1%, toccando i massimi dal novembre 2023. Questa salita non è dovuta a un peggioramento del rischio-Paese, ma a un generale riposizionamento dei mercati che ora scontano almeno due o tre rialzi dei tassi da parte della BCE entro la fine del 2026.
L’inflazione energetica, spinta dal blocco (seppur parziale) dello Stretto di Hormuz e dalle minacce di Trump sulle infrastrutture iraniane, sta costringendo la banca centrale a una postura più aggressiva. Tuttavia, a differenza delle crisi passate, l’Italia sta reggendo l’urto meglio dei partner europei.
Lo Spread come ancora: perché non vola a 200 punti?
Il dato più sorprendente di questo lunedì 30 marzo è lo spread BTP-Bund, che si mantiene stabilmente nell’area 95-98 punti base.
- Il fattore Moody’s: il mantenimento dell’investment grade “solido” (Baa2) ha rimosso il rischio di vendite forzate dai portafogli dei grandi fondi istituzionali.
- Correlazione europea: poiché l’inflazione colpisce l’intera Eurozona, anche i rendimenti dei Bund tedeschi sono saliti, mantenendo il differenziale con l’Italia sotto controllo.
- Liquidità: il successo delle recenti aste del Tesoro di fine marzo ha dimostrato che la domanda interna ed estera per la carta italiana rimane alta, attratta da rendimenti reali che tornano a essere competitivi.
Prospettive per aprile: il peso del debito e il petrolio
Il verdetto di Moody’s offre al Governo italiano una “finestra di calma” per gestire la prossima sessione di bilancio, ma le sfide restano imponenti. Se il prezzo del barile dovesse stabilizzarsi sopra i 120 dollari, la crescita del PIL per il 2026 potrebbe subire una revisione al ribasso, rendendo più difficile il percorso di riduzione del rapporto debito/PIL previsto per il 2027.
Gli investitori guardano ora alla riapertura dello Stretto di Hormuz promessa da Trump dopo il “regime change” a Teheran. Una distensione sul fronte energetico, unita alla stabilità garantita dal rating Baa2, potrebbe innescare un rally dei BTP nella seconda metà di aprile, riportando i rendimenti sotto la soglia del 3,8%.
Continua a leggere: La risposta del Tesoro: BTP Short Term e indicizzati nel mirino
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Foto: Shutterstock/Gil C
