Il calendario fiscale riserva un appuntamento cruciale per le partite IVA in regime forfettario iscritte alle gestioni artigiani o commercianti: entro il 28 febbraio 2026, i contribuenti dovranno decidere se avvalersi della riduzione del 35% sul carico contributivo INPS, un’opzione che offre un beneficio finanziario immediato a fronte di possibili vulnerabilità previdenziali nel lungo periodo.
L’impatto sulla pensione: meno versamenti, meno assegno
Come riportato da Italia Informa, la scelta di ridurre il carico contributivo non è un semplice “bonus”, ma una decisione che incide direttamente sulla futura rendita pensionistica. Secondo la normativa vigente (Legge n. 335 del 1995), il sistema italiano si basa su un meccanismo contributivo puro: versare meno oggi significa erodere il montante finale.
L’INPS, tramite la circolare n. 14 del 9 febbraio 2026, ha ufficializzato i parametri per l’anno corrente: le aliquote sono fissate al 24% per gli artigiani e al 24,48% per i commercianti. Scegliere la riduzione contributiva può determinare una contrazione delle settimane accreditate ai fini del diritto alla pensione, in particolare per coloro che dichiarano redditi prossimi al minimale, trasformando l’attuale vantaggio di cassa in un’ipoteca sul futuro assegno.
Il paradosso fiscale: sale la base imponibile
Un effetto collaterale meno evidente riguarda il calcolo dell’imposta sostitutiva (5% o 15%). Nell’architettura del regime forfettario, i versamenti previdenziali costituiscono l’unica voce di costo deducibile che abbatte direttamente il reddito imponibile.
Optando per lo sconto del 35%, si riduce l’esborso monetario verso l’ente di previdenza, ma parallelamente si contrae la quota deducibile, generando una base imponibile più ampia su cui verrà calcolata l’imposta sostitutiva.
In molti casi, la convenienza finale risulta meno brillante di quanto atteso. La riduzione del 35% dovrebbe essere pesata come una manovra di bilancio personale per liberare liquidità da reinvestire nell’attività, piuttosto che come un risparmio automatico. Prima di procedere, è essenziale valutare il reddito atteso e la propria traiettoria professionale, evitando di inseguire un’agevolazione che potrebbe presentare un conto salato al momento del ritiro dal lavoro.
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