Con l’avvio imminente della stagione dei saldi estivi, il comparto del commercio e i consumatori si preparano a una fase di forte accelerazione degli acquisti. Tuttavia, dietro le strategie di prezzo e le offerte a tempo, i dati industriali evidenziano un impatto strutturale sulla gestione dei rifiuti. Secondo il report diffuso dal consorzio Ecotessili, l’80% dei vestiti a fine vita non viene sottoposto a processi di riciclo, confermando i limiti attuali della filiera della moda nel completare la transizione verso un’economia circolare.
I limiti tecnici del riciclo e il modello EPR
Il nodo centrale della filiera tessile risiede nella qualità e nella composizione dei materiali immessi sul mercato, in particolare nel segmento dell’ultra fast fashion. La produzione di capi a basso costo genera volumi elevati di scarti difficili da recuperare a causa della diffusa presenza di tessuti multimateriale, dove la combinazione di fibre differenti rende complessa, e talvolta impossibile, la separazione chimica o meccanica necessaria per il reinserimento nei cicli produttivi.
Il settore è in attesa della piena operatività del modello EPR (Responsabilità Estesa del Produttore), quadro normativo concepito per strutturare e finanziare filiere organizzate di raccolta, selezione e recupero. Fino a quel momento, la prevenzione e la riduzione dei volumi d’acquisto rimangono i principali vettori per il contenimento degli scarti tessili.
Le linee guida industriali per la sostenibilità
Per limitare l’accumulo di rifiuti, il consorzio ha formalizzato quattro indicazioni operative destinate ai consumatori:
- Selettività: pianificare gli acquisti in base alle reali necessità d’uso a lungo termine.
- Verifica qualitativa: analizzare la tenuta di cuciture e finiture per garantire la durabilità del capo.
- Lettura delle etichette: preferire monomateriali per agevolare il futuro riciclo.
- Riparabilità: scegliere articoli che consentano interventi di manutenzione (sostituzione di zip o riparazione di cuciture) per estenderne il ciclo di vita.
Giancarlo Dezio, Direttore Generale di Ecotessili, ha sottolineato l’importanza del conferimento finale: “La raccolta differenziata è il passaggio chiave per consentire il recupero dei materiali e alimentare l’economia circolare. Il primo passo resta però una scelta d’acquisto responsabile”. In una fase di pressione sul potere d’acquisto delle famiglie, i saldi rappresentano una leva economica rilevante, ma l’analisi di filiera evidenzia come i prodotti a obsolescenza rapida generino costi ambientali esterni non più sostenibili per il sistema di gestione dei rifiuti urbani.
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