Il 31 dicembre 2025 segna la fine definitiva dell’epoca d’oro del Superbonus condominiale. Dal primo gennaio 2026, lo scenario cambierà radicalmente, lasciando spazio alla stagione dei controlli fiscali. Non si tratta solo di burocrazia: per molti proprietari il rischio è quello di dover restituire decine di migliaia di euro, tra detrazioni revocate, sanzioni e interessi.
La fine dell’era delle maxi-detrazioni
Dopo anni di proroghe e rimodulazioni (dal 110% al 70%, fino all’attuale 65% per il 2025), la finestra agevolata si chiude. Sebbene l’incentivo non scompaia del tutto, dal 2026 si tornerà alle aliquote ordinarie (50-36%), rendendo gli interventi molto più onerosi per le tasche dei contribuenti. Il vero problema, però, non è il futuro, ma il passato non ancora concluso.
Il nodo cruciale riguarda i cantieri non ultimati. La regola dell’Agenzia delle Entrate è chiara: il diritto al bonus si consolida solo a lavori finiti. Se il cantiere resta aperto oltre i termini, il Fisco può disconoscere l’agevolazione e avviare il recupero delle somme, anche se il credito è stato ceduto.
Salto energetico e responsabilità: le trappole nascoste
Non basta finire i lavori: bisogna dimostrare il salto di due classi energetiche. Se l’APE finale non certifica il miglioramento richiesto, magari per errori di progettazione o esecuzione, la detrazione decade interamente. In questo scenario, il primo responsabile chiamato a pagare è sempre il condominio, non l’impresa o la banca cessionaria (salvo casi di dolo).
Per evitare il peggio, è fondamentale agire subito. I condomìni con cantieri a rilento devono pretendere dall’amministratore un quadro documentale completo: cronoprogramma aggiornato, stato dei SAL, copie delle asseverazioni e polizze. Se emergono dubbi sulla classe energetica, una perizia tecnica di parte può anticipare le contestazioni.
In sintesi, la strategia migliore è mettere in sicurezza la documentazione. Conservare fatture, bonifici, contratti e visti di conformità non è un optional, ma l’unica difesa efficace contro i controlli che, statene certi, arriveranno puntuali.
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Foto: Shutterstock/ Andrii Yalanskyi
