L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha lanciato un duro monito all’Unione Europea, definendo il blocco dello Stretto di Hormuz come l’evento geopolitico e di mercato “più importante degli ultimi 40 anni”. A margine di un evento politico a Roma, il manager ha chiesto ufficialmente di congelare il bando sulle importazioni di gas russo previsto per il 2027 e di rivedere i meccanismi di tassazione ambientale per proteggere il settore industriale europeo dal collasso energetico.
La proposta: LNG russo e revisione ETS
Secondo Descalzi, l’attuale scenario bellico tra Stati Uniti e Iran impone un pragmatismo che superi le decisioni ideologiche prese prima dell’escalation. Il CEO di Eni ha individuato due pilastri per la sopravvivenza del sistema produttivo:
- Sospensione del bando LNG: Descalzi ritiene necessario sospendere il bando che entrerà in vigore il 1° gennaio 2027 sui 20 miliardi di metri cubi di GNL (Gas Naturale Liquefatto) provenienti dalla Russia.
- Riforma dell’ETS: l’invito è a rivedere l’Emission Trading System (ETS), la tassa sulle emissioni di CO2 che grava sull’industria pesante. “Non dico che debba essere cancellata”, ha precisato l’AD, “ma deve essere sospesa o redistribuita per non penalizzare un settore che già paga carissimo l’energia”.
Hormuz: lo shock che supera Covid e Ucraina
Per il vertice di Eni, la tregua tra Washington e Teheran “non è mai esistita” e la gravità della situazione attuale non ha precedenti nella storia recente, superando per impatto sistemico anche la pandemia e la crisi finanziaria del 2008.
“Quanto accade nel Golfo di Hormuz è l’evento più importante degli ultimi 40 anni. Prima c’erano stati la Guerra del Golfo, la crisi del 2008, il Covid e la guerra in Ucraina: tutti eventi che avevano fatto cadere la domanda. Oggi il problema non è il prezzo, sono i volumi”.
Analisi della capacità di raffinazione Europea
Descalzi ha evidenziato come le scelte di politica energetica dell’ultimo ventennio abbiano lasciato l’Europa scoperta sul fronte dei carburanti raffinati.
Il differenziale tra il prezzo fisico in Asia (150 dollari al barile) e quello cartaceo atlantico (110 dollari) sta spingendo i carichi verso l’Oriente, lasciando l’Europa in una condizione di potenziale carenza di gasolio e carburante per aerei. “Tutte le incongruenze di tre stress test in cinque anni ora le stiamo pagando”, ha concluso il manager.
Reazione del mercato e prossimi passi
L’appello di Descalzi arriva in una settimana di forte volatilità per i titoli energetici e le utility a Piazza Affari. La richiesta di riaprire parzialmente le porte al gas russo — seppur sotto forma di LNG — e di allentare la morsa dell’ETS rappresenta un cambio di rotta significativo che potrebbe influenzare l’agenda di Bruxelles nei prossimi consigli europei.
Mentre il governo italiano sembra intenzionato a sostenere la linea della revisione delle tasse ambientali, resta da vedere come reagiranno gli altri partner UE e la Commissione, ferma finora sulla linea della totale indipendenza energetica da Mosca entro il 2027.
Potrebbe interessarti: Nomine Partecipate: Il MEF sceglie la continuità per Eni ed Enel, rivoluzione ai vertici di Leonardo
Per ulteriori aggiornamenti su questo argomento, aggiungi Benzinga Italia ai tuoi preferiti oppure seguici sui nostri canali social: X e Facebook.
Ricevi informazioni esclusive sui movimenti di mercato 30 minuti prima degli altri trader
La prova gratuita di 14 giorni di Benzinga Pro, disponibile solo in inglese, ti permette di accedere ad informazioni esclusive per poter ricevere segnali di trading utilizzabili prima di milioni di altri trader. CLICCA QUI per iniziare la prova gratuita.
Foto: Leonid Sorokin via Shutterstock
