L’amministrazione di Roma Capitale si prepara a varare una definizione agevolata per il recupero dei crediti legati a tributi locali, sanzioni amministrative e canoni patrimoniali non riscossi. Il provvedimento, che ha già incassato il via libera della giunta e della commissione competente, approderà in Assemblea capitolina per l’approvazione finale. La misura recepisce le facoltà introdotte dalla legge di Bilancio 2026, che concede agli enti territoriali la possibilità di disciplinare forme autonome di sanatoria per le entrate tributarie e patrimoniali.
Il perimetro del condono e i piani di rateizzazione
L’adesione alla sanatoria permetterà a cittadini e imprese di estinguere le pendenze pregresse versando esclusivamente la quota capitale del debito, ottenendo lo stralcio totale delle sanzioni accessorie e degli interessi di mora. Il perimetro di applicazione delineato dal Campidoglio risulta particolarmente esteso:
- IMU e Tasi: avvisi di accertamento notificati entro il 31 dicembre 2024.
- Tari: accertamenti per omessa o infedele dichiarazione fino al 2024 e morosità ordinarie relative alle annualità 2023 e 2024.
- Codice della Strada: sanzioni e contravvenzioni notificate negli anni 2023, 2024 e 2025.
- Canone Unico Patrimoniale (CUP): pendenze per l’occupazione di spazi pubblici e dehors fino al 2024, con la tassativa esclusione degli impianti abusivi.
- Contributo di soggiorno: verifiche su dichiarazioni omesse o incomplete.
Il regolamento comunale fissa criteri rigidi per la dilazione del pagamento, strutturati in base all’entità del debito complessivo. Per importi inferiori ai 1.000 euro è prevista un’unica soluzione, mentre le cifre comprese tra 1.000 e 10.000 euro potranno essere frazionate fino a tre rate mensili. La progressione prevede fino a sei rate per i debiti entro i 30.000 euro e un massimo di dodici rate mensili per gli importi superiori alla soglia dei 30.000 euro.
Riforma della riscossione e obiezioni nel centro storico
Parallelamente allo sconto fiscale, il piano del Campidoglio punta a una riorganizzazione della riscossione coattiva attraverso la società in house Aequa Roma, con l’obiettivo di ridurre i tempi di recupero forzoso dagli attuali 5-7 anni a un orizzonte di 2-3 anni.
La misura ha tuttavia aperto una frattura politica, in particolare nel I Municipio (centro storico), dove l’impianto ha ricevuto parere favorevole ma accompagnato da forti obiezioni di merito.
Esponenti della maggioranza municipale, tra cui Nathalie Naim (Lista Civica Gualtieri) e Federico Auer (Verdi-Sinistra), hanno criticato l’automatismo della cancellazione di sanzioni e interessi, sollevando riserve sull’equità nei confronti dei contribuenti regolari. Dal Municipio è giunta la richiesta di escludere dalla sanatoria i canoni per le occupazioni di suolo pubblico (OSP) e il contributo di soggiorno trattenuto dalle strutture ricettive, considerati proventi derivanti dall’uso economico della città e non semplici omissioni fiscali.
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Foto: Freedomz via Shutterstock
