Il sistema logistico italiano si prepara a una settimana di paralisi. Le principali associazioni dell’autotrasporto, coordinate da Unatras, hanno confermato il fermo nazionale dei servizi a partire dalle ore 00:00 di lunedì 20 aprile 2026. Lo sciopero, che durerà 144 ore (sei giorni consecutivi), minaccia di svuotare gli scaffali della grande distribuzione e di causare gravi criticità nell’approvvigionamento di carburante presso le stazioni di servizio.
Le ragioni della protesta: l’emergenza gasolio
La mobilitazione è la risposta diretta all’insostenibilità dei costi operativi provocata dall’impennata del prezzo del gasolio. Con le quotazioni del greggio stabilmente sopra i 100 dollari al barile a causa del perdurante blocco dello Stretto di Hormuz e del fallimento dei negoziati tra Washington e Teheran, i margini di guadagno per le imprese di trasporto sono stati azzerati.
I rappresentanti di categoria chiedono al Governo misure strutturali urgenti:
- Credito d’imposta: un intervento compensativo immediato sul costo dei carburanti.
- Moratoria fiscale: la dilazione di almeno sei mesi dei versamenti previdenziali e fiscali.
- Interventi sui pedaggi: revisione delle tariffe autostradali per mitigare i costi fissi.
Rischio approvvigionamenti: l’effetto domino
Il fermo nazionale segue le tensioni registrate lo scorso fine settimana in Sicilia, dove blocchi stradali spontanei hanno già causato i primi disagi nelle forniture alimentari locali. Gli analisti della logistica avvertono che uno sciopero di sei giorni su scala nazionale porterà alla rottura degli stock per i prodotti freschi entro mercoledì 22 aprile, con possibili razionamenti per i beni di prima necessità verso il weekend successivo.
Dalla Regione Lombardia, centro nevralgico della manifattura italiana, trapela allarme per la tenuta delle filiere industriali. Fonti regionali hanno ribadito la necessità di “costruire anticorpi” contro la speculazione energetica, che rischia di soffocare il comparto proprio mentre l’inflazione morde i consumi.
Il Comitato Esecutivo di Unatras ha dichiarato che la categoria “è stata spinta oltre il limite”, sottolineando che senza un tavolo negoziale risolutivo con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il blocco sarà totale e coinvolgerà l’intera flotta nazionale dei mezzi pesanti.
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