Lunedì di forti vendite sui listini del Vecchio Continente. L’apertura della settimana finanziaria è segnata da una decisa avversione al rischio, innescata dal riacutizzarsi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dal timore che una nuova fiammata dei prezzi energetici possa alimentare spinte inflazionistiche durature.
Piazza Affari la maglia nera
Tra i principali indici europei, il FTSE Mib di Milano è il peggiore in apertura, segnando un calo del 2%. Non va meglio nel resto d’Europa: l’Euro Stoxx 50 cede lo 0,9%, mentre il CAC40 di Parigi e il DAX di Francoforte arretrano rispettivamente dell’1% e dello 0,5%.
A pesare sul sentiment è l’esito deludente del viaggio in Cina del Presidente Donald Trump; il rientro alla Casa Bianca è stato accompagnato da una retorica aggressiva verso Teheran, con l’avvertimento che “il tempo sta scadendo” per un accordo nucleare.
Energia in controtendenza, soffre l’industria
Il mercato riflette immediatamente il rischio di interruzioni nelle forniture energetiche:
- Saipem (+3,37%): il titolo guida i rialzi a Milano, beneficiando direttamente della corsa del greggio.
- Prysmian (-5,97%): in coda al listino, penalizzata dai timori sull’impatto dei costi energetici e delle materie prime sulle catene di fornitura industriali.
Materie Prime e Obbligazionario
Il petrolio Brent continua la sua ascesa, guadagnando l’1,81% e sfiorando i 111 dollari al barile (consegna luglio 2026). In controtendenza l’oro, che scende in area 4.549 dollari l’oncia, probabilmente frenato dal rafforzamento del dollaro. Sul fronte valutario, il cambio euro/dollaro scende a 1,1634, mentre il dollaro si rafforza contro lo yen (158,90).
Tensione anche sul fronte governativo: lo spread Btp/Bund balza a 80 punti base (+4,84%), con il rendimento del decennale italiano che sale al 3,98%, segnalando una minore propensione degli investitori verso i titoli del “periferico” in una fase di incertezza globale.
Criptovalute in ritirata
Il clima di incertezza non risparmia gli asset digitali. Il Bitcoin viaggia in territorio negativo, attestandosi a quota 76.939 dollari, riflettendo il generale disimpegno dagli asset speculativi a favore della liquidità in dollari.
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