Si chiude una seduta ad alta tensione per Piazza Affari, che riflette il nervosismo globale causato dallo shock energetico. Il FTSE MIB termina sotto i 44.500 punti, riuscendo a contenere le perdite rispetto a una Wall Street in fiamme, ma il bilancio interno è a due facce. Se il settore della difesa e il lusso festeggiano, il comparto bancario e le eccellenze tecnologiche delle Mid-Cap vivono un vero “giovedì nero”.
I due volti del rialzo: Ferragamo e Leonardo
La sorpresa di giornata è Salvatore Ferragamo (+11%), che svetta sul listino grazie a una performance che sa di riscatto in un settore del lusso altrimenti cauto. Resta solidissimo il trend della difesa con Leonardo (+6%), ormai punto di riferimento costante per gli investitori in questo scenario geopolitico. Bene anche il settore energetico tradizionale con Eni (+2,09%), che beneficia della corsa del greggio, e Telecom Italia (+1,35%), che chiude in controtendenza positiva.
Il calo delle Mid-Cap: Reply, Esprinet e Avio a picco
Il dato più allarmante arriva però dai titoli a media capitalizzazione e dal settore tech. Reply (-13,5%) subisce un crollo verticale, seguita a ruota dalla crisi nera di Esprinet (-16%), che conferma i timori sollevati stamattina sui dati di bilancio. Pesantissima anche la seduta di Avio (-8,64%) e Webuild (-8,33%), segnale che il mercato sta punendo duramente i titoli industriali più esposti alla volatilità dei costi e dei tassi.
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Banche sotto tiro: MPS e Unicredit affondano
Non va meglio per il settore creditizio, che ha visto le perdite accelerare nel pomeriggio. Banca Monte dei Paschi di Siena (-4,37%) chiude in coda al comparto, schiacciata dalla nuova tegola legale legata al caso Deutsche Bank. Male anche Unicredit (-4,05%) e Intesa Sanpaolo (-2,73%), che risentono del peggioramento del sentiment su Wall Street, dove il Dow Jones perde oltre l’1% e il Nasdaq scivola del -1,19%.
Verso il weekend: l’ombra del petrolio
Mentre Milano chiude, lo spettro dei 100 dollari al barile continua ad aleggiare sui mercati americani. La tenuta, nonostante tutto, del MIB è un segnale di resilienza, ma i crolli a doppia cifra sulle Mid-Cap suggeriscono che la fiducia degli investitori è ai minimi termini. La riapertura di domani sarà cruciale per capire se il rally di Leonardo e Ferragamo potrà fare da traino a un listino visibilmente sofferente.
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