La borsa di Milano chiude la seduta di metà settimana con il fiato corto. Il FTSE MIB non riesce a difendere i massimi e scivola a 44.702 punti, segnando una flessione che riflette il nervosismo globale. Nonostante l’apertura tonica di Wall Street, trainata dai backlog record di Oracle, Piazza Affari paga il conto della geopolitica e di una rotazione settoriale che penalizza i campioni nazionali della difesa e i pesi massimi del credito.
Difesa e Industria sotto tiro: Leonardo e Fincantieri i peggiori
Il verdetto del campo è spietato per il comparto Difesa. Leonardo (-3,11%) e Fincantieri (-3,13%) guidano i ribassi, zavorrati dai timori di un rallentamento degli ordini e dal clima di incertezza che avvolge le partnership europee. Il crollo di Leonardo segue a ruota quello della tedesca Rheinmetall (-7,5% in 5 giorni), confermando che gli investitori stanno prendendo profitto su un settore che ha corso forse troppo. Anche Stellantis (-2,08%) e Telecom Italia (-2,25%) chiudono una giornata da dimenticare, vittime di una debolezza strutturale che colpisce i titoli ciclici.
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Banche a due velocità: UniCredit cade, MPS resiste
Nel settore bancario si assiste a una divergenza netta. UniCredit (-2,06%) e Intesa Sanpaolo (-1,17%) risentono delle prese di beneficio dopo i rialzi della vigilia e del timore che la BCE possa rimandare il taglio dei tassi a causa della guerra in Iran. In controtendenza, invece, brilla Banca Monte dei Paschi di Siena (+1,00%), che continua a beneficiare dei rumor sulla “grande fusione” con Mediobanca e di un sentiment positivo sul consolidamento del settore. La vera sorpresa della giornata è però Nexi (+2,55%), che si prende la maglia rosa del listino grazie a ricoperture tecniche nel settore dei pagamenti digitali.
Cosa aspettarsi per domani?
La chiusura odierna lascia presagire una seduta di giovedì altrettanto volatile. Gli occhi restano puntati sullo Stretto di Hormuz: se lo shock petrolifero dovesse aggravarsi, come previsto dal report di Goldman Sachs, la pressione sui titoli industriali italiani aumenterà. Domani mattina l’attenzione si sposterà anche sulle parole di Arthur Hayes riguardo al futuro del Bitcoin in tempo di guerra, mentre gli investitori cercheranno di capire se il supporto a 44.500 punti per il FTSE MIB riuscirà a reggere l’urto delle vendite. La parola d’ordine resta “prudenza”, con un indice Fear & Greed che non accenna a lasciare la zona rossa.
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